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Musica PopoIare ltaIiana

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La Zampogna regione per regione, strumento del Natale per eccellenza

La zampogna è uno strumento il cui suono viene prodotto per mezzo della vibrazione dell’aria, contenuta in un serbatoio flessibile interposto fra la bocca del suonatore e più aerofoni ad ancia.

Ritenuta, nell’antichità classica, esito della trasformazione del flauto del dio Pan. Dal medioevo all’età moderna si diversificò in varie tipologie territoriali, tra cui la cornamusa scozzese e irlandese, a insufflazione (immissione di aria in una cavità, un otre di pelle nel caso specifico) indiretta, la musetta francese e la piva.

La zampogna ha antiche origini: è probabile una sua discendenza dagli "auloi" greci, si conoscono due tipi diversi di zampogna: una con canne di melodia di diversa lunghezza ed un'altra con canne di uguale lunghezza collegate ad un otre di pelle. La sua funzione è quella di scandire i momenti salienti dell'anno agricolo, secondo l'arcaico calendario stagionale. Essa viene generalmente protetta dal malocchio con vari amuleti, quali nastri, fiocchi rossi e cornetti aventi un significato apotropaico. Il suo repertorio è costituito da tarantelle, pastorali ed accompagnamento al canto.

Dalla zampogna, che lo caratterizza, trasse il nome di zampognaro il pastore, generalmente vestito con brache corte, giacca di fustagno, ampio mantello (sostituito in qualche luogo dal "pelliccione"), berretto a calza con fiocco e con le cioce ai piedi, che al tempo del Natale e in altre solenni circostanze comparisce nei villaggi e va di soglia in soglia, modulando sulla zampogna o sulla cornamusa la nenia, che è spesso cantata da gruppi di donne, di fanciulli e devoti, con l'accompagnamento di altri rustici strumenti (triangolo, nacchere, scacciapensieri, ecc.). Il suo repertorio comprende, oltre alla pastorale, giaculatorie, litanie, inni, orazioni, come la storia del S. Natale, il Viaggio doloroso a Betlemme, ecc. In qualche luogo lo zampognaro, nel fare il giro del novenario, reca ai notabili del paese che l'ospita rustici cucchiai di legno e altri oggetti lavorati dai pastori a punta di coltello.



E' uno degli strumenti musicali di maggiore fascino del folklore europeo ed extraeuropeo. Per le sue radici storiche millenarie, per il suo simbolismo magico e rituale, per la sua musica "evocativa", la zampogna ha assunto un proprio ruolo anche nel campo del folk-tale, nella mitologia, nelle leggende.

Un viaggio nell'Italia della Zampogna, dove ogni regione si incorona come "massimo esponente" della costruzione dell'antico strumento. Ogni luogo ha il proprio metodo e la sonorità ne risente, dando alla melodia quell'atmosfera di "casa" che solo il "paesano" sa riconoscere! A nostro parere ogni luogo merita la palma di "Miglior costruttore di Zampogna".

Iniziamo il viaggio - Voce ai protagonisti:

 

Sicilia: Costruzione di Zampogna/Ciaramedda
 

Lazio: la zampogna di Acquafondata.

 

Basilicata/Calabria: la zampogna del Pollino.
 

Basilicata: La zampogna di Antonio Forastiero
 

Campania: La zampogna di Monte San Giacomo

Zampogna per regione:

Zampogna in Abruzzo, nel Molise e nel Lazio:
La zampogna a chiave e la zampogna zoppa sono zampogne con ancia doppia, hanno 4 canne, due bordoni senza fori un bordone lungo e uno corto e due canne di melodia, la dritta e la manca. Nella suonata può essere accompagnata dalla ciaramella (che ha misure variabili da 21 a 32).

Zampogna a chiave molisana-laziale (Molise, Lazio e Abruzzo): Le canne di melodia sono intonate a distanza di ottava.

Zampogna zoppa molisana-laziale (Molise, Lazio e Abruzzo): Le canne di melodia sono intonate a distanza di terza.
Ciaramelle di Amatrice (Lazio)

Zampogna in Campania e Basilicata:
Zampogna a chiave campano-lucana (Campania e Basilicata)
Surdulina calabro-lucana (Calabria e Basilicata)

Zampogna in Puglia
Zampognari del Gargano (Puglia)
Zampogna in Calabria
La Zampogna detta anche in dialetto calabrese Ciarameddha o Ciarammeddhra o Ciaramida viene usata per suonare motivi pastorali, sonate a ballu, fanfarre o canti ad aria. Si declina in sei versioni principali e tre varianti minori nell'area calabrese.

Zampogna "a moderna" diffusa nell'area dell'Aspromonte greco.
Zampogna a paru diffusa nella Provincia di Reggio Calabria e in quella di Messina.
Zampogna a chiave delle Serre originaria dell'area delle Serre Calabresi, nata nell'Ottocento e diffusa nella Provincia di Vibo Valentia, in gran parte della Provincia di Catanzaro, nella parte settentrionale della Provincia di Reggio Calabria e in una piccola area intorno a Rogliano in Provincia di Cosenza. È presente in due modelli principali, romani e menzetti. Ha 5 canne. I nomi sono: destra, manca, la più piccola cardìu (in italiano: cardellino), terza o masculu ed infine trumbuni per le note basse e per dare la tonica della scala. Possiede una chiave per poter raggiungere una nota che col dito non riuscirebbe a raggiungere.
Zampogna nostrale o Conflentana diffusa nell'area del Reventino e della pre-Sila catanzarese.
Surdulina diffusa nelle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone e caratteristica in particolare delle comunità albanesi.
Zampogna a chiave calabro-lucana diffusa in tutta l'area del Pollino, in origine era uno strumento solista, oggi con le innovazioni dello zampognaro Lanza e i più frequenti contatti con altre aree della Calabria viene suonata anche con la ciaramella.
Inoltre vi sono altre tipologie di zampogne meno diffuse: la Stifette e le Cornette nell'area di Mesoraca, in Provincia di Crotone e i Terzaroli nell'area di diffusione della Zampogna a chiave delle Serre.

Zampogna in Sicilia
Zampogna a chiave di Monreale (Sicilia)
Zampogna a paru siciliana



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One Comment

  1. Gabriele Coltri

    Scusatemi, ma chi ha scritto questo articolo? perché non controllate o verificate quello che pubblicate?
    “La zampogna è uno strumento il cui suono viene prodotto per mezzo della vibrazione dell’aria, contenuta in un serbatoio flessibile interposto fra la bocca del suonatore e più aerofoni ad ancia”, non mi aspettavo una tale descrizione dello strumento da un sito specializzato.
    Uno che non conosce lo strumento si potrebbe fare delle fantasie:
    – “il suono viene prodotto per mezzo della vibrazione dell’aria”,… la vibrazione dell’aria? come si fa a far vibrare dell’aria contenuta in un “serbatoio flessibile”? forse scuotendo? ma noooo, basta premere forte e qualcosa esce. Appunto l’aria contenuta nel sacco uscendo ad una certa pressione, esercitata dal suonatore, mette in vibrazione le ance (che meritano un capitolo a parte)ma non si tratta di vibrazione dell’aria.
    -“…contenuta in un serbatoio flessibile…”, non è errato ma perché non usare il termine “otre”, “sacco” o “camera d’aria”? “otre” e “sacco” tra l’altro sono legati ai nomi dati ai vari strumenti con il sacco che si trovano girando l’Europa. Con “serbatoio flessibile”, se fai una ricerca su google immagini, trovi delle soluzioni fantastiche per un nuovo modello di zampogna…
    – “…interposto fra la bocca del suonatore e più aerofoni ad ancia”, anche questo se vuoi non è errato ma lascia troppo spazio alla fantasia anche perché gli aerofoni ad ancia sono tantissimi, si va dal clarinetto all’oboe, al sax, al fagotto, al cromorno, al sarrusofono,…e il serbatoio interposto come?
    Nel resto dell’articolo ci sono parti copiate da Wikipedia (ma perché?) e qualche imprecisione. Su i vari tipi di zampogna non sono abbastanza esperto e dovrei fidarmi… ma se il cappello introduttivo è così impreciso cosa posso pensare riguardo a tutto il resto?

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