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Musica PopoIare ltaIiana

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La danza Veneziana e la Monferrina

Oggi il nostro focus on è legato a due balli tipici della tradizione popolare. Andiamo alla ricerca attraverso la musica popolare italiana di danze oggi ancora vive soprattutto nelle comunità toscane all’estero: la veneziana e la monferrina.

Sull’Appennino l’orchestrina era sinonimo di festa: fin dall’inizio del secolo scorso gruppi di musicisti erano disposti a lunghi viaggi pur di esibirsi in concerto per matrimoni e feste. I balli più diffusi in queste occasioni erano due: la Monferrin e la Veneziana. Il primo ballo chiamato anche Manfrina era caratterizzato da un cerchio in cui le coppie di danzatori si avvicinavano e si scambiavano. Il secondo ballo, sempre in cerchio, era caratterizzato da passi e movenze di corteggiamento con vere e proprie figure tra passeggiate e un ballo vero e proprio. Nella parte finale del ballo, “la tresca”, si rompeva la struttura circolare e ogni coppia danzava per proprio conto, con la donna che indietreggiava a piccoli passi e l’uomo che le restava davanti incalzandola. La Veneziana è una danza, la cui origine è molto incerta. Di certo sono davvero pochi i legami con il Veneto e Venezia. Sicuramente possiamo rintracciare ancora oggi tracce del ballo grazie alle comunità lucchesi all’estero, vero e proprio esempio di come le tradizioni popolari siano segno di appartenenza e di identificazione etnica. Alla musica si accompagnava un canto, che sulla Montagna pistoiese aveva come riferimento il tema della danza, l’esaltazione di questi passi e il racconto di una donna, di un amore e di un corteggiamento.

Alcune tracce di questa danza tradizionale possiamo trovarle all’interno della Val Santerno in provincia di Bologna. Le feste a ballo delle comunità locali di val Santerno (Borgo Tossignano, Fontanelice, Casalfiumanese, Castel del Rio, Coniale, San Pellegrino, Firenzuola) venivano animate dai suonatori di organetto a tre file, detto “bolognese”, spesso accompagnato da altri strumenti e da altre voci come il violoncello, la chitarra o il bassetto a tre corde. Anche violino e mandolino hanno avuto un ruolo specifico, come accompagnamento agli organetti, suonati spesso da musicisti amatori e non professionisti. La loro regola era una: “suonare ad orecchio”.

La Veneziana è la danza più semplice dell’alta Valle e appartiene alla famiglia dei balli tresconi. Per la sua melodia evoca una manfrina. A Imola e nella pianura che si distende a nord della via Emilia, si ballava una manfrina con le coppie disposte a raggiera sul cerchio di danza. Una menzione speciale va dedicata a Delso Giannelli, suonatore di organetto originario di San Pellegrino. Il musicista conosceva molto bene questa melodia e la adattò subito ad una danza caratterizzata da ballerini disposti su due lunghe file a centro sala in un assetto simile a quello di una contraddanza . Ma la struttura ternaria della parte galoppata, e la quaternaria, che permette di eseguire le figure, collocano senza dubbio questa danza nella categoria dei tresconi. Laddove il dialetto toscano si incontra e si mescola con quello romagnolo sicuramente incontriamo tracce di tresconi, e San Pellegrino ne è l’emblema, il simbolo. Diverse sono le tracce di danze presenti a San Pellegrino: Il Trescone, la Lombardina e il saltarello.

https://youtu.be/35mIWA8j9lU

 

https://youtu.be/rTi_2T0Mufw



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