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Babilonia: la svolta sonora “glocal” della Riserva Moac

E' uscito il 15 ottobre, Babilonia, il nuovo disco della Riserva Moac con l'etichetta tedesca Galileo MC di Daniel Dinkel, già compagna di viaggio della Riserva negli anni passati grazie alle numerose incursioni live in Germania che hanno visto la band impegnata in vari festival di rilievo internazionale tra cui il TFF di Rudolstadt.

digipack stampa

Nel disco realizzato con la professionalità di Marco Capaccioni (recording, mix) e Alberto Brizzi del Sound Studio di Città di Castello (PG), e la produzione artistica a cura di Francesco Bruni, già musicista e programmatore di Frankie Hi-Nrg, la Riserva Moac, supportata dalla forza degli ottoni della Bukurosh Balkan Orkestra, intreccia la tradizione balkan-mediterranea, l’intensità del beat movement, la raffinatezza dell’elettronica, la spavalderia e la giovinezza del rap.

Se incrociate a suon di hip-pop e rock le coordinate dei Dub Fx con la Fanfara Ciocarlia o quelle dei Gogol Bordello con Dj Shantel sui binari delle robuste basi electro vi troverete nella Babilonia "glocal" della Riserva Moac. Un posto dove la globalizzazione è quella delle diverse bellezze culturali e sociali, non quella triste dei mercati; dove la vera ricchezza è l’umanità, quella cosa bellissima che il genere umano deve recuperare. Babilonia è un album corale, in cui i featuring di numerosi artisti contribuiscono a creare quella Festa global che è il sound e il messaggio della Riserva Moac.

Da Erriquez della Bandabardò (presente in Jackpot) ai rapper Master App e Big Roma, fino ad arrivare a Salia, cantante africano di speranza ed alla White Widow, singer statunitense dall’anima suadentemente e caparbiamente rock. Voci che cantano la “città del sole” che la Riserva vorrebbe, uscendo insieme, anche attraverso la musica, dal cattivo stato in cui ci troviamo (Mayday Midai). Voci che cantano un mondo in cui l’unica razza sia quella “umana” (Babilonia), dove i bambini non siano più strumento di morte al servizio del capitale (Komba Bomba), dove l’amore venga vissuto anche nella sua essenziale tristezza (La verità) ed irrazionale “ebrezza” (Alcolizzato Sentimentale), dove la comunicazione e la socialità escano dai social e tornino ad essere vita vissuta, tatto e realtà (Festa Social Global Underground) e dove le uniche esperienze tattili non siano solo premere il bottone di una slot machine (Jackpot) o il sesso con qualche bambina affittata in qualche favela sudamericana (Regina del Samba).

La Riserva Moac è una band senza frontiere, che fa della sintesi di suoni, parole e ritmi del mondo una profezia musicale e uno stile di vita. Grazie ad un gran numero di concerti in Italia e in Europa, ad un notevole carnet di riconoscimenti ed alla costante presenza in molte compilation italiane ed estere, viene considerata una tra le band più importanti della scena musicale italiana.

Nel 2005 esce Bienvenido il primo cd;

https://youtu.be/GxaL3mjkJP4

nel giugno del 2009 esce il secondo album La Musica dei Popoli;

https://youtu.be/ljOM8djwSjU

il primo maggio 2012 esce il nuovo singolo MayDay MiDai;

https://youtu.be/1wRdSJfjalM

nell’estate 2014 è uscito Jackpot, un nuovo, prorompente singolo con un feat. di Erriquez, frontman della Bandabardò;

https://youtu.be/HEFcPAWp_zk

nel 2014 la Riserva Moac vince il concorso nazionale HitMusicAwards, ottenendo la pubblicazione di Jackpot e MayDay MiDai su Hit Mania 2014.

Dicono di loro:

Nettamente più potente e sempre piena di significato, per loro questo e' un momento particolare in grado di ...suscitare interesse e partecipazione anche su temi di scottante e scomoda attualità.... Nuove sonorità, stesso entusiasmo! La ricerca sonora che si alimenta delle culture del mondo è sempre il tratto distintivo della band, che trasforma la musica in un vero e proprio abbraccio tra i popoli….A noi i Riserva Moac sono sempre piaciuti e sin dagli esordi spesso in rotazione sulle oltre cento radio che mandano in onda ogni giorno il mio format Il re del gancio...Giancarlo Passarella (Musicalews)

Nel nuovo singolo i Riserva Moac mostrano la loro solita energia, caratteristica costante di questa coinvolgente band! Con un sound molto più rockeggiante la loro musica acquista una maggiore potenza sonora. I ritmi Balkan, le influenze orientali e quel richiamo alla musica araba formano un mix potente che trascina a sé il pubblico! In questo loro nuovo progetto sono accompagnati da un grande della musica alternativa italiana qual è Erriquez della Bandabardò! Jackpot è la voce del popolo! (Dafenproject)

Segnalati in occasione di Musicultura come una delle realtà folk migliori italiane. Giudizio confermato anche dopo l’ascolto di “La musica dei popoli“, nuovo album della Riserva Moac. Tredici tracce, che fondono suoni tipici del posto con temi sociali, che fanno dell’album un piccolo gioiello. Il disco è uscito fra l’altro in tutta Europa, a testimonianza di come questo genere di musica abbia numerosi estimatori in giro per il mondo fra l’altro la rivista tedesca “Weltmusik” ha nominato questo lavoro della Riserva Moac “Disco del Mese di Agosto”. Bravissimi davvero...
Emanuele Lombardini (Dove c’è musica)

Travolgono come un fiume in piena e sulle sponde lasciano un'allegra voglia danzante. Il merito di questo eterogeneo connubio va anche dato alla presenza di due voci, maschile e femminile, che sull'alternarsi giocano il loro punto di forza. L'atmosfera allegra e conviviale non deve però ingannare, i testi sono profondi e impegnati. Il menù è talmente vario che raramente potranno esserci lamentele. Eleonora Chiari (Rockit)

Con due voci, una femminile ed una maschile, il sound sfodera uno spessore internazionale. La Riserva Moac riesce così abilmente a coniugare le radici e le ali (come direbbero i fratelli Severini): Un buon lavoro, nella forma e nella sostanza, impregnato di aria libertaria, accoglienza e tolleranza… Vittorio Lannutti (La Scena)

Ci sanno davvero fare con gli arrangiamenti questi ragazzi e lo dimostrano in svariati episodi: “La musica dei popoli” è un opener capace di generare un imponente muro di suoni e vibrazioni positive; “Il mio delirio” è un inno liberatorio e arrangiato con una sapienza compositiva matura e invidiabile; “Il riservista” è invece la prova che il collettivo sappia anche scrivere e raccontare fondendo la canzone d’autore con la loro variegata proposta. L’accoppiata della voce maschile e femminile a tratti lascia davvero esterrefatti: non si tratta di voler porre l’accento l’originalità della scelta, ma il risultato finale che abbiamo davanti ai nostri occhi che è semplicemente esaltante. Giuseppe Gioia (Saltinaria)

Non capita spessissimo di avere a che fare con artisti molisani, ed è quindi un doppio piacere salutare l'uscita di questo secondo album dei Riserva Moac, a quattro anni di distanza da Bienvenido: " doppio" perchè, questioni geografiche a parte, "la musica dei popoli" costituisce uno dei migliori esempi recenti di contaminazione tra etno-rock e canzone d'autore. Attraverso 13 tracce, tra le quali la rilettura riarrangiata di Andare Camminare Lavorare di Piero Ciampi, l'ensamble di Campobasso, dà sfoggio di buone doti nell'amalgamare con energia, dinamismo e freschezza le sue molteplici radici, con poche cadute di tono sotto il profilo compositivo e il punto di forza della costante interazione fra le voci maschile (Fabrizio Russo) e femminile (Mariangela Pavone, da applausi).
Federico Guglielmi (Il Mucchio)

 



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