Coronavirus: una playlist da quarantena tra parodie e testi lungimiranti
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Lo chiamavano Coronavirus: l’ultimo tormentone che gira sui social è una parodia di Bocca di rosa. L’autore è Corrado Nitto, che ne ha spiegato la genesi in una intervista al Secolo XIX. «Il video è casalingo, nato per scherzo, vedendo le immagini dei miei conterranei in fuga dalla stazione di Milano. Ecco, alla parola stazione ho abbinato immediatamente il testo di Fabrizio De André»
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E perfino Bella ciao diventa la Canzone dell’amuchina. “Un’amuchina/ mi son comprato/ virus ciao/ virus ciao/ virus ciao ciao ciao”.
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Davide van de Sfroos, che in Stiacà senza nessuno “tra le palle” si prepara ad abbuffarsi di polenta e brasato. Cantata nel dialetto del Lago di Como.
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Più chiaramente ma sempre come metafora, il male rappresenta la camorra nel testo in napoletano di A’ peste di Enzo Avitabile con i Bottari. “A paura i ce fa addivinta' furest/ E s'accirn a mamm e pat, frat,/ Un contr a nat/ Ma chi l'ha vulut, chi ce l'ha mannat./ A pest!
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