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La storica Pastellessa di Portico di Caserta e la passione di ‘E Guagliune ’e via Trento

E guagliune e via TrentoOggi vi vogliamo parlare di Portico di Caserta, della "Pastellessa" e di  un gruppo di ragazzi appassionati di tradizione e musica popolare: 'E Guagliune 'e via Trento!

Il gruppo è nato nel 2008 come carro folkloristico con l'intento di mantenere viva la centenaria tradizione in onore di Sant'Antonio Abate, la festività più sentita dalla popolazione e dai giovani di Portico di Caserta. Questa festa rappresenta un momento storico, culturale, artistico–folcloristico dell'intera cittadinanza e viene celebrata il mese di gennaio di ogni anno: un mix di religiosità, folklore, tradizioni e partecipazione popolare che esplode nell'ineguagliabile sfilata delle "Battuglie di Pastellessa", ovvero dei "Carri di Sant'Antuono", sui cui trovano alloggio i cosiddetti "Bottari", che ripropongono l'antica sonorità portichese  della "Pastellessa" (o "Pastellesse").

La particolarità legata ai Bottari e alla Pastellessa è dovuta essenzialmente alla tipologia di strumenti musicali utilizzati: i classici e conosciuti strumenti musicali sono sostituiti con botti, tini e falci, cioè con strumenti e arnesi di uso contadino che assumono una nuova veste di natura musicale. "Le percussioni ottenute dal battere continuo dei magli sulle botti, il rollio delle mazze sui tini e gli alti ottenuti battendo dei ferri sulle falci portano alla creazione di quel "magico" suono chiamato Pastellessa".

Per capire come è nata l'antica tradizione dei Bottari e la festa di Sant'Antuono a Portico id Caserta bisogna fare un passo indietro nel tempo fino ad arrivare al XIII secolo. Al tempo il paese di Portico di Caserta si presentava come una comunità prevalentemente agricola ed artigianale, dove il lavoro dei campi richiedeva l'uso di una ricca gamma di attrezzi e strumenti che venivano fabbricati dagli artigiani locali. Essi, durante le tradizionali fiere agricole, per evidenziare la solidità degli attrezzi da un lato e per attirare l'attenzione dei passanti dall'altro, percuotevano con magli le botti, con mazze i tini e con ferri le falci, creando una commistione di suoni che scoordinati ed asincroni apparivano persino assordanti, ma che con i voluti o forse fortuiti miglioramenti ritmici, portarono alla creazione di quelle peculiarità sonore che ancora oggi caratterizzano la Pastellessa. Un'antica legenda popolare vuole, inoltre, che la Pastellessa sia nata come rituale per "scacciare il male": infatti si racconta di contadini che percuotevano freneticamente botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle loro cantine. Questo rituale ripetuto poi all'aperto, secondo l'antica legenda, rappresentava un aiuto propiziatorio per il buon raccolto. Nato come rituale pagano, questa tradizione è confluita nella festa religiosa in onore di Sant'Antonio Abate, patrono degli animali e Santo protettore dalle avversità del fuoco.

Curiosi di immergervi anche voi nella festa? Eccovi accontentati: buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=J44zUiDdl1U

 



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