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Isernia’s hoodeds parade during the Holy Friday

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Ad Isernia, il rito del Venerdì Santo ha del particolare, e viene seguito con devozione da migliaia di fedeli ogni anno.

La processione del Venerdì Santo ad Isernia si contraddistingue per la presenza degli “Incappucciati”, penitenti delle varie Confraternite della città. Sono chiamati così per il cappuccio che gli copre il volto e che in questo modo garantisce l’anonimato al rito della penitenza. Hanno delle lunghe tuniche bianche e sul cappuccio una corona di spine.

L’unico segno di riconoscimento è la mozzetta, ovvero una mantellina che va sulla tunica, e che ha un colore diverso per ogni Confraternita. Il compito degli incappucciati è quello di trasportare sulle spalle i simboli della Passione del Cristo: i busti dell’Ecce Homo, le croci Calvario e le croci della Via Crucis.

Altra curiosità sono i preparativi: le anziane della città hanno infatti il compito di preparare le due statue di gesso che rappresentano la Madonna Addolorata e il Cristo Morto. Con cura ed esperienza adornano la statua del Cristo con i fiori, mentre a quella della Madonna viene messo un abito nero ricamato col filo dorato.

Sulla statua del Cristo sono visibili le ferite, mentre la statua della Madonna ha il cuore trafitto da sette spade, che rappresentano i sette peccati capitali. La processione attraversa tutta la città, con addobbi floreali e fiaccole per le strade, oltre che sui balconi preparati per l’occasione dagli isernini.

La numerosa presenza di fedeli, degli incappucciati e i canti intonati durante la processione, le conferiscono un’atmosfera commovente, unica.





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