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Paolo Limiti: il nazional-popolare in persona

Paolo Limiti: il nazional-popolare in persona

Paolo Limiti, scomparso a Milano a 77 anni dopo un anno di lotta contro un tumore che l’aveva colpito improvvisamente l’estate scorsa ad Alassio, è stato un consumatore onnivoro di spettacolo in prima persona ma soprattutto un divulgatore, un affabulatore, un medium di memoria collettiva, come un grande catalogo di curiosità, eccessi e successi.

 

Amava il nazional popolare ovunque si annidasse: nella radici della musica folk, nelle canzonette cuore-amore di Sanremo, nel grande cinema pop italiano anni 50, in quello americano di cui adorava certo gusto kitch, citando memorabili e ridicole battute; e poi i quiz di cui fu precursore scrivendo le domande di 4 edizioni con Mike del “Rischiatutto”, la Sanremo story in cui era un prof. imbattibile, l’amata rivista: tutto ciò alla fine formava una identità sociale e culturale, un ripostiglio, una soffitta di ricordi.

 

Amava i retroscena, i pettegolezzi eleganti, esibiva conoscenze dirette con dive divine come la sua amica Liz, Taylor ovviamente, o la Gina, Lollobrigida ovviamente, su cui scriveva un libro zeppo di confidenze di prima mano. Ed inoltre la Pampanini, sister Whoopy Goldberg, Sharon Stone, Esther Williams, l’ex star nuotatrice che invitò nella sua tv col peso lordo della nostalgia. Faceva andata e ritorno con Hollywood dove girava special e tornava con materiale per interviste, un documentario su Marilyn Monroe nel ‘92, specialista nel creare special tv dedicate ai grandi da Iglesias a Villa, da Battisti alla Osiris, dalla Callas alle serate storiche su Mina, senza scordarsi di giornate particolari come il 2 giugno e Natale.

 

 

Con Mina la sua collaborazione fu a lungo affettuosa, esclusiva e importante, tanto che proseguì col figlio Massimiliano Pani: per lei scrisse i testi di “Viva lei”, “Bugiardo e incosciente” (un piccolo capolavoro), “La voce del silenzio”, “Secumdì secumdà”), poi lavorando anche per la Vanoni e praticamente friendly con tutti i cantanti italiani dai 50 a oggi.



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