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Amara Terra Mia: la cover che vince a Sanremo e le sue origini nella tradizione abruzzese

Amara Terra Mia: la cover che vince a Sanremo e le sue origini nella tradizione abruzzese

Amara terra mia: eseguito da Ermal Meta nella serata cover durante il festival di Sanremo, che ha chiuso al primo posto della categoria, è un brano che ha molto a che vedere con la musica popolare abruzzese. Ma le origini sono più antiche, e vengono dall’altro lato del Mar Adriatico.
”Amara terra mia” fu cantata da Domenico Modugno che l’ha presentato come brano struggente e ben presto divenuto archetipo della musica pugliese trattando un tema doloroso come quello dell’emigrazione. Il tutto, erroneamente. Il brano è tratto da “Con l’affetto della memoria”, il 19º album di Domenico Modugno, pubblicato nel 1971. Non firmata completamente da Modugno, “Amara terra mia” è una rielaborazione del brano tradizionale appartenente alla cultura popolare abruzzese della Majella orientale del XIX secolo “Addije, addije amore” il cui testo è stato modificato in collaborazione con Enrica Bonaccorti, all’epoca giovane attrice e già coautrice della canzone “La lontananza” del 1970.
Ma il brano ha origini più lontane. Il canto infatti, di autore anonimo, è giunto in Abruzzo con i profughi slavi, entrando di fatto poi nella tradizione abruzzese. Ma non perse le sue caratteristiche: una melodia struggente, un canto a una voce sola e solitamente femminile.

 

Ermal Meta, eseguendo il brano a Sanremo crede di aver cantato Modugno: ma non è così. Indirettamente, con una voce acuta e malinconica, è andato all’origine del canto.
Essendo poi di origine albanese, ha cantato quello che aveva nel sangue: un brano slavo, nato vicino alla sua terra, che ha abbandonato in cerca di un paese migliore dove vivere. Cantato con il dolore di chi se ne va, con lo struggimento della malinconia che consuma la voce.

 



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