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La Ghironda, il “violino con i tasti”

La Ghironda, il "violino con i tasti"

La Ghironda (o gironda) è un cordofono a corde strofinate da un disco, di origine medievale.

Per quanto riguarda l'origine della Ghironda, la sua storia inizio' accompagnando il canto gregoriano per divenire poi un tipico arnese di lavoro per menestrelli e mendicanti girovaghi fino a raggiungere il massimo della sua evoluzione quando venne utilizzata nelle corti francesi del XVIII secolo. Chiaramente l'ingresso a corte di strumenti popolari richiese un adattamento estetico e funzionale consono alla nuova collocazione. Attorno alla metà degli anni ’70 del ‘900 la ghironda è stata riscoperta, in Italia, come strumento simbolo del folk revival ed utilizzata nella riproposta della musica tradizionale, soprattutto occitana. Più recentemente la ghironda è stata utilizzata anche in generi musicali diversi, dal jazz al rock, dalla musica etnica alla nuova musica elettronica sperimentale.

 

 

 

Nella seconda metà del XVII secolo lo strumento appare nella corte francese nell'ambito della "moda" pastorale dell'aristocrazia di quegli anni; l'opera del liutaio Henri Bâton, che nei primi anni del secolo successivo sviluppa la ghironda nella sua forma "moderna", permette inoltre l'inserimento della vielle à roue' tra gli strumenti da musica da camera. Le ghironde create da Bâton, disponibili nelle forme a chitarra e a liuto, più curate nell'aspetto esteriore e dotate di un'intonazione più precisa, riscuotono largo successo soprattutto tra il pubblico femminile; in breve tempo lo strumento viene ammesso ai concerti e molti fabbricanti di strumenti cominciano a produrlo. Il gran numero di opere d'arte del periodo che raffigurano la ghironda e i molti componimenti eseguiti sono prova della popolarità dello strumento, che tuttavia non ottiene un posto "fisso" all'interno dell'orchestra d'opera; nella seconda metà del secolo, infatti, ritorna ad essere principalmente uno strumento folcloristico.

Oggi è possibile ascoltare la ghironda in alcuni festival europei di musica folk, suonata spesso insieme a cornamuse, in particolare in Francia e in Ungheria. Il più famoso festival annuale è a Saint-Chartier, nella Francia centrale; in Italia famoso è quello di Pragelato (TO).

ghironda (1)

La Ghironda e' uno strumento musicale a corde di origini antichissime tuttora usato in molti paesi europei per l'esecuzione di musiche delle tradizioni popolari.

L'aspetto piu' difficoltoso dello strumento e' dato dall'azionamento della "trompette", ovvero di una corda non tastata che provoca il tipico ronzio ritmico a seconda del tempo e dalla velocita' del brano eseguito, e che costringe il suonatore a sincronizzare le due mani con movimenti poco naturali e non riscontrabili nell'uso di nessun altro strumento musicale.

La Ghironda si tiene normalmente poggiata sulle gambe del suonatore, ma si puo' suonare anche in piedi. Secondo la postura adottata una o piu' cinghie fissano lo strumento al corpo. La costruzione della ghironda e' una operazione di elevata complessita' che richiede molto tempo e l'impiego di numerose macchine utensili; difficilmente si impiegano meno di 100 ore di lavoro a causa delle operazioni di incollaggio, essiccazione e verniciatura comprese.

 

 

Il modo più semplice per spiegare che cos'è una ghironda è definirla "un violino con i tasti". Infatti la ruota sfrega contro le corde mettendole in vibrazione esattamente come l'archetto del violino e i tasti premono sulle corde come le dita della mano del violinista.

Il suono della trompette è forse l'elemento che più caratterizza la ghironda: questa corda, appoggiata a un ponticello mobile detto cane, permette di ottenere un accompagnamento ritmico dal tipico suono ronzante mediante una complessa tecnica di rotazione della manovella.

Da questo punto di vista la ghironda è uno strumento completo: riunisce in sé la funzione di melodia, accompagnamento (tramite i bordoni) e ritmica (mediante la trompette).

La ghironda ha avuto nel corso della storia alterne fortune. Inizialmente usata da giullari e menestrelli diventa strumento da mendicanti per poi essere “riscoperta” come strumento nobile in epoca barocca e tornare poi in disuso, relegata ai suonatori mendicanti (in alcune zone è nota come “viola da orbi” perché suonata da mendicanti ciechi).

In diverse regioni della Francia ha continuato ad essere suonata nel repertorio di musica da ballo, accompagnata generalmente da cornamuse e organetti; negli ultimi anni è diventata protagonista del revival della musica occitana e folk.

 



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