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Musica PopoIare ltaIiana

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Viggiano’s harp: the indissoluble bond between land and music

The Viggiano's harp is a popular harp, of which we have news date back to 1700, strictly linked to territory, a small Basilicata village set in Val D'Agri, Potenza province.

At Viggiano, the harp was a very commond instrument, so that the municipality archives prove that in one family out of three there was a harp musician. Many Viggiano's inhabitants place their life hopes in the music, and particularly in the harp.

arpa

 Le arpe dei Viggianesi, costruite da artigiani locali, erano leggere e di tipo 'portativo', tenute sospese dal suonatore davanti a se con una imbragatura a spalla, con meno di venti corde, senza pedali. I suonatori erano fondamentalmente autodidatti e il repertorio inizialmente era composto da novene, eseguite assieme agli zampognari nel periodo natalizio. In seguito, sulla scia dei flussi migratori, i gruppi musicali che giravano per l'Europa o che raggiunsero gli Stati Uniti, arricchirono il repertorio con canzoni napoletane e brani d'opera.

Dopo un periodo di decadenza, negli ultimi anni la conoscenza e la diffusione di questo nobile strumento è stata recuperata grazie all'attività di appassionati come i fondatori della Scuola di Arpa popolare della Val d’Agri con la direzione di Giuliana De Donno, che organizza, tra l'altro, anche una rassegna annuale.

scuola arpa

Tuttavia, non vi è nessuna località che possa annoverare una tradizione così radicata e consolidata costituita da un connubio assolutamente sorprendente tra musica popolare e musica colta, tra musici di strada e virtuosi interpreti di orchestra, tra artigiani del legno e liutai raffinati, tra esecutori ad orecchio e compositori eccelsi. Tra Settecento e Novecento a Viggiano si costituì una vera e propria civiltà della musica.

L'arpa viggianese è stata la tradizione musicale più importante e originale di un paese che per più di due secoli ha fatto parlare di sé negli angoli più sperduti del mondo, dall'Europa all'America (nord e sud), dall'Australia al Sudafrica. Si spostavano in piccoli gruppi insieme a suonatori di altri strumenti, facendosi apprezzare ovunque per la loro abilità, per le loro qualità musicali e per il repertorio, vasto ed estremamente variegato; un repertorio costituito da musica popolare come pure da melodie tratte dalle opere più famose del tempo.

https://youtu.be/k4e8oKAF_T0

I musicanti girovaghi viggianesi, con l'arpa al collo (originale strumento ricavato rigorosamente dal pero selvatico), hanno subìto, nel loro peregrinare, le stesse umiliazioni e persecuzioni di gruppi extracomunitari, pur essendo nient'affatto emarginati socialmente (si contavano tra loro ottimi artigiani e avevano nel mondo pregiati punti di riferimento).

Ma c'erano alcuni nei insopportabili per le classi dirigenti: uno era la musica che era di per sé «antiborghese» nel modo di porsi e suonare; l'altro era il loro impegno sociale; per finire erano protestanti in un paese dal forte culto cattolico della «madonna nera» (la tradizione religiosa più diffusa a Viaggiano e in Lucania). Agli inizi del Novecento, a Viggiano, nacquero alcune iniziative d'avanguardia che connotarono fortemente il nucleo di musicisti: «Il ribelle», valoroso giornale socialista di battaglia, e il club femminista. Il resto lo fece l'emigrazione nelle sue tappe storiche.

Eppure tra la fine del Seicento e l'inizio del Novecento l'arpa è stata diffusamente impiegata nel repertorio popolare anche in Campania, Calabria, Abruzzo.

https://youtu.be/E8cmAoNq0HE

La storia dell'arpa viggianese è indissolubilmente legata alla storia di un popolo che si è ribellato ad un destino di povertà e che ha fatto delle proprie abilità e competenze, e soprattutto della propria arte e del proprio ingegno, gli strumenti di un grande riscatto sociale ed economico che non ha paragoni con altre storie di emigrazione.

Da qui la leggenda, di una comunità viggianese, in giro per il mondo con un repertorio "divulgativo", tra arie liriche e tradizione popolare, con una professionalità da musicisti degno dei piccoli " ensemble" cameristici e una sapienza artigianale, trasmessa da padre in figlio, di saper costruire e preparare piccoli capolavori di liuteria con una perizia che, per lunghi anni, darà lustro e novero a tutta la comunità, sfamandola e, nel corso del secolo delle migrazioni, rendendo l'aggettivo "viggianese" una qualificazione internazionale per lo strumento.

https://youtu.be/BHzrXySOxS4



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