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Ai Sancto Ianne il Premio Carriera e Qualità al Li Ucci Festival

Ai Sancto Ianne il Premio Carriera e Qualità al Li Ucci Festival

Sleego, Hosteria di Giò, N’Espiral, La Sornette e i Sancto Ianne sono i gruppi vincitori del Premio Nazionale "Li Ucci", il concorso dedicato alla musica folk e world italiana, promosso da “Li Ucci Festival” di Cutrofiano, in provincia di Lecce, in collaborazione con il “Meeting degli Indipendenti” di Faenza, la Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli ed i festival “Musica Nelle Aie” di Castel Raniero (Ra), “Umbria Folk Festival” di Orvieto (Tr), “TarantaSicily Fest” di Scicli (Rg) e "Ande Bali e Cante" di Rovigo.

Giunto alla sesta edizione, lo storico festival salentino ha come obiettivo quello di ricordare, prima di tutti, i cantori de “Li Ucci“, gli storici custodi degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro improvvisati al ritmo del tamburello, depositari e interpreti di una tradizione raccolta e coltivata da una nuova generazione di musicisti, cantori e ricercatori.

I SANCTO IANNE hanno vinto il prestigioso premio "Carriera e Qualità", si legge nella motivazione, "Per il prezioso e costante lavoro svolto nell'ambito della musica folk d'autore", riconoscimento che va ad aggiungersi al Folkontest, al Trophee Dagan in Francia, al Premio Voci Per La Libertà - Una Canzone Per Amnesty International e alla finale raggiunta al Premio Tenco e per due volte al Premio Loano.

Il gruppo sannita, che nel 2017 festeggerà venticinque anni di carriera, ritirerà il Premio il 16 settembre nello splendido scenario della "Masseria L'Astore" a Cutrofiano e sarà protagonista di un live act che vedrà la partecipazione del giovane rapper sannita Shark Emcee.

I Sancto Ianne sono Gianni Principe, Ciro Maria Schettino, Giovanni Francesca, Sergio Napolitano, Raffaele Tiseo, Pierluigi Bartolo Gallo e Alfonso Coviello.

La band che ha all'attivo quattro dischi - Tante bannere tanti padrune, Scapulà, Mò Siente e Trase - prodotti dall'etichetta piemontese Folkclub Ethnosuoni - definisce il proprio sound come "Musica autentica per ispirazione e composizione, testi intimistici ma anche di forte denuncia sociale, un occhio alle memoria e l’altro alla canzone d’autore, strumenti ancestrali che sembrano suonati da una rock band e la provocante, a volte inquietante, voce di Gianni Principe che conduce una danza a cui è difficile sottrarsi".



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