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Magna Mater: the laboratory on the popular dance of Stabile Danze del Sud

Magna Mater: the laboratory on the popular dance of Stabile Danze del Sud

MAGNA MATER is a laboratory on the contemporary vision of the popular dance organzed by Laboratorio Stabile Danze del Sud by Angela Esposito amonf LED Spazio Danza at Naples. The laboratory has been organized into several meetings, started on Febrruary up to May 7.

The laboratory  gets involved those who, not having studied dance, want to do a research on the body through some basic principles of the contemporary dance and through movements, texts' analysis and the listening of some typical sounds of the neapolitan popular tradition, particularly the Tammurriata.

To do this trip in the female world, in these dimensions: MOTHER= DEATH= SEX= MOTHER.

Il vero canto popolare è innanzitutto la rappresentazione di un mondo interiore. Si basa su un’articolazione di “Segni”, leggibili in una visione rituale e magico-religiosa dei canti stessi. Questi infatti sono comprensibili nella loro molteplice verità secondo un codice culturale che rapporta i “segni” ad angosce collettive da esorcizzare proprio mediante la loro stessa espressione. Le principali tematiche di tali “Segni” sono: la donna o la madre, il sesso e la morte.

Nell'antropologia e psicologia Junghiana e di Neumann, la Grande Madre rappresenta una forza numinosa come archetipo di potenza ambivalente, che può nutrire ma anche divorare, salvare ma anche distruggere. È il luogo della magica trasformazione, della rinascita, dell’occulto e tenebroso, ciò che divora e seduce.

Essa è datrice non solo della vita ma anche della morte. Il grembo della terra si trasforma nelle fauci divoranti e mortali del mondo sotterraneo seminando distruzione e pericolo; l’utero da fecondare e la cavità protettiva della terra e della montagna si trasformano nell’abisso, nella caverna, nell’oscura cavità profonda dell’utero divorante della tomba e della morte, nell’oscurità priva di luce e nel nulla proprio della Madre oscura.

Ed è sempre a lei che si tende, lei che sta in alto su una montagna o giù in una valle, o nel mare, o sotto terra, comunque sempre al di là di chi vorrebbe raggiungerla pur avendo paura di raggiungerla. E per raggiungerla al di là si passano i ponti, si traversano i fiumi, si varca il mare in un eterno viaggio di andata e ritorno, come il moto dell’onda sulla spiaggia, come il coito di un universo di angoscia e di amore.

Tutto ciò perché in fondo le cose sono tre: la madre il sesso e la morte ed entrano una nell’altra e si scambiano e sono la stessa cosa in un modo o in un altro.

E se il sesso è la stessa morte, esso diventa arma, coltello, spada, pistola, fuoco e combattimento. E se la madre è il sesso è anche la nascita o una nuova nascita dopo la morte perché è il sesso che genera nuovamente.

Quell’aspetto che tende a mantenere fermo ciò che da esso sorge e a circondarlo come sostanza eterna. Tutto quello che nasce dal femminile appartiene ad esso, anche quando l’individuo diviene autonomo, l’archetipo del femminile relativizza tale autonomia, rendendola una variante secondaria della sua essenza eterna.

I° Incontro

Madre

 

II° Incontro

MORTE

III°Incontro

Sesso

III incontro

 

III incontro2

Il IV° Incontro è previsto per il 7 Maggio

RITORNO ALLA MADRE



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