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The Resistance in the movies

Il filone filmografico dedicato alla Resistenza comprende moltissimi titoli di registi italiani che hanno trattato nelle loro pellicole questo tema, che tocca ancora da vicino le coscienze.

Il filone narrativo ed estetico neorealista ha preferito una sincera e riuscita messinscena del dramma (Roma città aperta di Roberto Rossellini, 1945); il fronte analitico ha tentato di sottoporre al pubblico questioni morali. Il dibattito critico sorto nel periodo successivo alla fine della Guerra di Liberazione ha visto contrapporsi gli autori che tentavano di indagare le vicende storiche sfruttando le tensioni ideologiche ancora vive (Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani, 1951) ad altri che hanno affrontato la materia “dal basso”, operando commistioni di genere, tra dramma e commedia (Un giorno da leoni di Nanni Loy, 1961) e tra dramma e racconto sentimentale. Ci sono poi le rievocazioni, che rappresentano anche lo sforzo di comprendere e di spiegare più aspetti della vicenda della Resistenza attraverso un registro più immediato, quasi empatico (La notte di San Lorenzo dei Fratelli Taviani, 1982).

 

“Roma città aperta” di Roberto Rossellini (1945)

“La ciociara” di Vittorio De Sica (1960)

“Tutti a casa” di Luigi Comencini (1960)

“Il partigiano Johnny” di Guido Chiesa (2000)

“Paisà” di Roberto Rossellini (1946)

“L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo (1976)

“Un giorno da leoni” di Nanni Loy (1961)

“Achtung! Banditi!” di Carlo Lizzani (1951)

“C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola (1974)

“La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani (1982)

 



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