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Vertova at the center of Valseriana’s Easter

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Vertova (BG) è una piccola località della Valseriana ma una raffigurazione del Venerdì Santo grandiosa. Speciale la regia di Ezio Merelli, un’ottantenne che gestisce da par suo questa giornata di devozione. E protagonista ancora una volta sarà un crocefisso di Fantoni dalle braccia snodate e molli conservato nella chiesa di Santa Maria Assunta: scalzato e liberato dai chiodi in cui è costretto, verrà posizionato sull’altare da quattro cosiddetti depositori o ”giudei” (rappresentanti di altrettante famiglie di spicco), portato in processione nel paese (verso le 20), fra decine di personaggi in costume, alabarde, picche ed elmi, quindi riportata davanti all’altare (chiamato “Il Sepolcro”) quindi esposto fino all’alba del Martedi dopo Pasqua.

A Vertova la sera del Venerdì Santo si celebrano due manifestazioni religiose: la revocazione della “Deposizione di Gesù sulla croce” e la “Solennissima Processione” che vede la partecipazione di abitanti e turisti devoti provenienti dall’intera provincia.

L’origine della processione risale alla prima metà del Cinquecento. Nel 1725 alcune famiglie diedero incarico agli artisti di fama Andrea e Gian Bettino Fantoni di Rovetta di realizzare una scultura in legno di Gesù con braccia snodabili, in modo che si potesse deporlo dalla croce e portarlo adagiato su un baldacchino lungo la processione. Le famiglie contribuenti chiesero il privilegio perpetuo di poter portare tutti gli anni in processione il Cristo morto e di poter fare da Giudei. Da allora la processione venne preceduta dalla cerimonia della “Deposizione”.

Il corpo del Cristo veniva rimosso dalla croce, portato a mano giù per lo scalone e deposto sulla lettiga preparata, nella quale doveva essere portato in processione per le vie illuminate del paese. Il corteo era aperto da un disciplino in tunica bianca e incappucciato. Nel mezzo della processione in tunica rossa, mascherato a piedi scalzi, un uomo impersonificava Gesù verso il Calvario portando faticosamente un enorme croce, ma non circondato da Giudei. Poi seguivano i Giudei in tunica rossa e turbante, col Gesù Morto.

La processione è rimasta pressochè invariata dal 1730 ad oggi con la rievocazione della “Deposizione di Cristo dalla Croce” che precede la grande processione con i vari figuranti in costume. Al rituale partecipano numerosi personaggi: i Confratelli del Santissimo Sacramento, le “Torce”, le “Lanterne”, le “Picche” con le alabarde, il drappello di soldati romani, che partecipano anche alla processione per le vie del paese. Le “Picche” sono divise in tre gruppi. In mezzo alla “Picca” prima sfila la lettiga su cui viene adagiato il Cristo morto, portato a braccio dai Giudei. Quattro giovani vestiti di scuro reggono le forcelle che consentono ai Giudei di poter appoggiare ogni tanto il lettino e riposarsi lungo il percorso.





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