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Antonio Guastamacchia – canto popolare di Tricarico

Antonio Guastamacchia – canto popolare di Tricarico

Vorrei descrivere in questo blog d’autore di Musica popolare Italiana, il progetto “ canto popolare di Tricarico” riconosciuto dalla Regione Basilicata patrimonio immateriale dei beni culturali.

 

 

Gli anni dell'immediato dopoguerra hanno segnato una svolta decisiva per la cittadina di Tricarico, poiché fu in quegli anni che essa, come l'intera Basilicata si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, nel quale si ritrovano antropologi, sociologi, cineasti e fotografi, interessati alle condizioni di 'un'altra Italia', da Peck a Banfield, da Friedmann a Cartier Bresson, per molti di loro la porta di ingresso a questo mondo è il sindaco poeta Rocco Scotellaro, amico delle migliori intelligenze del tempo. Ospite di Scotellaro è anche il professore E. De Martino che arriva a Tricarico negli anni '50 per preparare quelle spedizioni caratterizzate da una spiccata attenzione ai fenomeni musicali, che avrebbero cambiato metodi ed obiettivi degli studi antropologici ed etnomusicologici. Nel centro della collina materana raccolse la Canzone della Rabata (quartiere arabo di tricarico), anonima testimonianza letteraria di dolore e di ribellione, di rampogna e di minaccia, definita un documento assai eloquente della volontà di storia della gente rabatana. Sin da allora precisava il valore da attribuire ai canti popolari, frutto di una fase creativa, di solito comune, ma spesso individuale. evidenziava il carattere della cooperazione fra il popolo e gli intellettuali nella consapevolezza dell'originalità della sua stessa produzione, continuamente intercalata e innervata nell'oralità di un vissuto quotidiano e nella storia sociale, plurale e dei singoli. Il lavoro di De Martino e degli altri antropologi ha generato la consapevolezza nel popolo di Tricarico dell'importanza della musica per una ricostruzione della cultura popolare. Il canto popolare appartiene alla tradizione orale ed è un documento, in quanto ne riflette concezioni, tradizioni e abitudini della vita e del tempo in cui si realizza. Una volta a Tricarico, e nei nostri paesi, il tempo era scandito dal ritmo del lavoro dei campi, con i suoi riti, canti, danze e pratiche magico-religiose, pertanto la canzone popolare aveva un carattere tipicamente funzionale oltre a quella estetica. E per comprendere quanto radicata sia la cultura del canto in Basilicata e a Tricarico, si citano le parole di De Martino, riportate qualche anno dopo le sue spedizioni " Tutte le volte che vado giù, succede che a un certo punto cantano, non so perché Faccio una domanda, chiedo qualcosa e all'improvviso la gente non parla più: in risposta alle mie domande, prende e canta, un fatto che mi sorprende molto". I canti della tradizione popolare, del lavoro, i canti narrativi, o quelli a rampogna, le ninne-nanne, le varie 'arie' d'amore, i capitoli (canti religiosi che raccontano la vita di un santo, di Gesù, della Madonna), i lamenti funebri, ecc. stanno scomparendo insieme agli ultimi depositari di questa ricca tradizione orale. Per tale motivo è stato realizzato tale progetto, realizzato da professionisti locali, al fine di preservare la canzone popolare, che è nata per essere cantata, della quale interessa il contenuto letterario, ma soprattutto la melodia, che il più delle volte è andata perduta.

Ho partecipato molto volentieri a tale progetto perché a me sta molto a cuore la tradizione popolare del canto di Tricarico, io canto da bambino e a me piace cantare, l’unico modo per far si che questo ricco patrimonio non vada perso è quello di trasmetterlo alle nuove generazioni, e in che modo? Cantando con loro, infatti quando porto le serenate o faccio concerti mi accompagno sempre con musicisti giovani appassionati, i quali porteranno avanti la tradizione del canto popolare di Tricarico e far si che non muoia.







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