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Da operaio a liutaio, la storia di Giuliano Calcagno

Da operaio a liutaio, la storia di Giuliano Calcagno

 

L’artigiano costruisce, vende e ripara strumenti musicali nel suo laboratorio di Albisola Superiore e ha da poco aperto la ditta individuale "La Casa della Musica Folk"

Non sono solo strumenti musicali a corda, utilizzabili perlopiù nel blues, come le “lap steel guitar”, ovvero le chitarre hawaiane o le “cigar box guitar”, chitarra da 2 a 6 corde con la cassa armonica formata da scatole di sigari, a prendere forma dal legno nelle mani di Giuliano Calcagno.
Tra le creazioni che nascono nel laboratorio accanto alla casa in cui l’artigiano albisolese vive, ci sono anche ukulele e mandole dalle sagome più strane e originali, disegnate dalla moglie Silvia. Ma anche strumenti a fiato, dalla ciaramella, versione popolare dell’oboe che Giuliano ha imparato a realizzare dal nonno paterno, chalumeau, forma primordiale di clarino e flauti in plastica.
Giuliano Calcagno
Questa la vita che Calcagno ha scelto, dopo anni di lavoro nei più svariati campi, dall’ambiente della fabbrica alla vendita di vino e la distribuzione di giornali, passando per il mestiere di corniciaio. Costante, nel tempo, l’amore per la musica e la passione per gli strumenti che il liutaio, nato a Celle Ligure nel 1962 e da tempo residente ad Albisola Superiore, ha respirato in famiglia fin da bambino: «Ho bellissimi ricordi d’infanzia che riguardano intere domeniche trascorse in casa ad ascoltare mio padre suonare la fisarmonica con i suoi fratelli - racconta Giuliano Calcagno – ho deciso di cambiare vita per avere un lavoro più rilassante, intorno ai miei pezzi di legno, anche se partecipare ad esposizioni e festival musicali sparsi per tutta Italia, soprattutto in estate, è piuttosto faticoso».
Appresi i primi trucchi del mestiere di liutaio dall’amico torinese Marco Onofri e dopo aver frequentato altre botteghe come hobbista, Giuliano ha aperto l’anno scorso la ditta individuale “Casa della musica folk” per cui costruisce, vende e ripara strumenti musicali, non solo a corda.
«Ho cominciato realizzando copie di strumenti famosi, ma successivamente ho preferito puntare su forme inventate direttamente da me – continua – noto che le persone e gli addetti ai lavori ne sono particolarmente attratti, ciò che fa la differenza, però, è il suono, in quanto uno strumento non può essere solo bello esteticamente e, sebbene i complimenti facciano piacere, è il confronto con i musicisti che lo provano l’aspetto più importante per noi liutai, poiché è un’occasione utile per crescere e migliorare da ambo le parti».
Esempi di manufatti fantasiosi e curiosi firmati dalla “Casa della musica folk” albisolese sono l’ukulele a goccia, la “lap steel guitar” elettrica in formato da viaggio, il mandolino "cigar box" oppure esemplari di “cigar box guitar” con il corpo composto da una scatola di biscotti, dal gioco del labirinto e perfino da una scacchiera apribile e utilizzabile.
Ma la realtà costituita da Giuliano Calcagno, che diversi strumenti a corda di liuteria, anche antichi e rari, li colleziona, ha inoltre un fine ricettivo: «Ultimamente, affittiamo ai turisti la casa di Stella san Giovanni dov’era nata mia mamma e dove abbiamo abitato per anni – conclude il liutaio – Ma la diamo anche ai musicisti che vengono qui a suonare o che vogliono provare i miei strumenti. All’interno vi sono le mie creazioni, in modo che chi soggiorna possa anche fare musica».






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