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La poesia di Rosa Balistreri attraverso la musica di Fulvio Canna e la testimonianza di Felice Liotti

La poesia di Rosa Balistreri attraverso la musica di Fulvio Canna e la testimonianza di Felice Liotti

 

 

INEDITA ROSA è un lavoro che nasce da Rosa Balistreri e si manifesta tramite le musiche di Fulvio Cama e le testimonianze di Felice Liotti, per entrare nell’anima di Rosa dove stanno rinchiusi continuamente in contatto tra loro i 4 elementi della natura, tra il caos e l’ordine perfetto al tempo stesso, per fuoriuscire sotto forma di autobiografia di una Rosa Balistreri sconosciuta e tutta da scoprire.

L'anteprima di “INEDITA ROSA” sarà presentata nella SALA FAUST – PALERMO – 21.03.2019

"Questo progetto l’ho intrapreso con passione e dedizione, cercando di scavare nell’intimità di una Rosa Balistreri sconosciuta ed inedita che stavolta (per la prima volta), viene proposta in veste di autrice e poetessa e non di semplice interprete.

E’ un lavoro iniziato tanti anni fa, quando ho intrapreso un percorso di ricerca finalizzato a mettere in evidenza il valore dell’arte musicale popolare della nostra terra, che tanto importante è stata nel secolo scorso, per cui necessariamente ho incontrato figure come Rosa Balistreri, Ciccio Busacca, Ignazio Buttitta, Otello Profazio, ecc... La mia collaborazione con Otello Profazio, che è durata circa 3 anni e che mi ha portato ad essere presente nel suo cd “La ballata del bergamotto” e lui ad essere presente nel mio cd e nella mia trasmissione televisiva “L’Agorà del Cantastorie”, mi ha fatto immergere in un mondo affascinante oramai scomparso. Attraverso i racconti e le testimonianze di Otello, mi sono tanto incuriosito ed appassionato verso una Sicilia che già conoscevo artisticamente, ma entrandovi dentro più attentamente, ho scoperchiato un vero e proprio scrigno segreto ricco di inestimabili tesori.

E’ nata così la necessità, visto il decadimento creativo che stiamo attraversando nell’arte in generale, di cercare uno stile popolare identitario che fosse contemporaneo ed innovativo, che affondasse le radici nella tradizione, ma che guardasse all’evoluzione, migliorandosi qualitativamente, cercando di districarsi dall’appiattimento verso standard musicali oramai rivolti ad una globalizzazione sempre più devastante. Un progetto artistico di pura rivalutazione della nostra terra e della nostra cultura duosiciliana, non solo dal punto di vista folklorico, ma soprattutto dal punto di vista colto e raffinato, non più approssimato e mal suonato.

Quindi ho cercato di coniugare le due diverse e parallele scuole; quella che proviene dal volgo, dal respiro della terra e del mare, dai canti di rabbia e di passione, dall’istinto e dal sentimento, e quella che proviene dalla scuola classica della musica colta e dello studio della tecnica dei nostri grandi Maestri. Perchè non fare incontrare un testo senza metrica né rima, scritto da una istintiva e selvaggia autrice a piedi nudi, quale è Rosa Balistreri, con una melodia nobile e raffinata, piuttosto che i soliti 2 accordi e le monotone reiterazioni di testo e musica? Nel tentativo di “nobilitare” l’arte volgare ed al tempo stesso “involgarire” l’arte colta, per generare la magia della musica che raggiunge il cuore creando emozioni per farla diventare immortale, nasce INEDITA ROSA.

Un progetto che passa necessariamente attraverso la cultura plurimillenaria del nostro Sud cuore del Mediterraneo, una delle più belle e antiche dell’umanità, che tutto il mondo ci invidia e che si tramanda di padre in figlio naturalmente, nel DNA parentale, ma anche nella culla dove la neonata viene dolcemente dondolata dalla sapiente mano rugosa della vecchia nonna. Rosa è la nonna! Per questo, la mia proposta compositiva, parte dalla figura di Rosa cercando di mantenerne le caratteristiche identitarie, nel rispetto del testo così come da lei scritto, senza eccessivi riadattamenti o stravolgimenti, cercando di leggerne gli aspetti emozionali e spirituali più intimi e privati, le sue passioni (intese proprio come la passione di Cristo, cioè la sofferenza immeritata), ma soprattutto cercando di interpretare ciò che lei voleva veramente esprimere non con la sua voce potente e rivoluzionaria, ma con la sua penna.

Il ruolo della composizione musicale, nella consapevolezza che qualsiasi interpretazione canora di qualsiasi artista, sarebbe di gran lunga lontana dal modo di cantare di Rosa Balistreri, riprende melodie popolari che non si discostano molto da quelle cantate da lei, ma si nobilitano con temi musicali e variazioni quasi virtuosistiche, per supplire alla mancanza della sua inimitabile vocalità, e per dare risalto ai testi carichi di passione. Ho immaginato l’eventualità che Rosa fosse una nobildonna che avrebbe potuto nella sua carriera, incontrare autori e musicisti di più alto livello, che l’avrebbero portata a possibilità diverse, come tante altre interpreti siciliane, facendola andare verso la musica classica o la canzone d’autore del bel canto italiano degli inizi ‘900, visto che i suoi testi, pur senza regole, hanno grande intensità. Ma non solo Rosa non ha avuto questa fortuna o questa opportunità, ma aveva cercato, chiedendo a diversi musicisti, qualcuno che componesse le musiche di queste sue poesie, ma tranne forse Lillo Catania, nessuno l’ha fatto, perché probabilmente nessuno si sentiva di scommettere su una Rosa poetessa. E invece Felice Liotti, ci ha creduto. Gliel’ha promesso a Rosa e la promessa è stata mantenuta! Ha perseguito per tanti anni l’ intento di valorizzare Rosa per quello che l’artista meritava e adesso decide di scoperchiare finalmente il magico contenitore che custodiva queste preziose poesie inedite scritte da Rosa che in pochissimi conoscevano, regalandoci questa INEDITA ROSA.

Così mi sono ritrovato in questo meraviglioso viaggio assieme a lui cercando di percepire, quasi in maniera esoterica e sovrannaturale, l’energia di Rosa nelle trame dei suoi versi e cercando di evitare restauri ed inquinamenti di correzioni schematiche o aggiustamenti banali, che avrebbero deluso l’originale potenza cruda e descrittiva delle poesie di Rosa. Ho cercato Rosa nella sua energia intangibile, tra i suoi respiri tra un canto e l’altro, nei suoi silenzi e nella sua maschera da teatro greco, fuori dalle solite biografie del dramma della sua vita. Rosa Balistreri non è una semplice figura artistica, è un’icona, rappresenta il riscatto e il coraggio della donna del Sud ed incarna il cuore della Sicilia, una Sicilia che nonostante tutto va avanti e non si ferma, camminando sempre a testa alta e portando fiera la sua croce senza alcun lamento. Rosa è una figura leggendaria, è una figura rivoluzionaria, una figura sporca di terra e profumata di gelsomino, come poterla esprimere in un dipinto nuovo, inedito che non sia scopiazzato di qua e di la? Come si può capire ciò che Rosa ha vissuto e passato? E’ impossibile! E nel testo più autobiografico e rappresentativo che ha scritto: “Chi sapiti?”, lei lo ribadisce, vuole chiaramente dire che non si può capire il suo dramma e nessuno potrà riuscire a cantarlo o raccontarlo. Un lavoro spirituale quindi, introspettivo e personalistico, che mi ha emozionato e fatto piangere, mi ha ossessionato e fatto sentire Rosa come fosse lì accanto a me e fosse lei stessa a dettarmi le musiche.







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