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Cantautorato, musica napoletana, mediterranea ed ebraica: è Neshama il nuovo lavoro di Raiz e Radicanto

Cantautorato, musica napoletana, mediterranea ed ebraica: è Neshama il nuovo lavoro di Raiz e Radicanto

Oramai pochissimi lo conoscono come Gennaro Della Volpe, oramai è Raiz e basta, l’eclettico artista napoletano capace di dialogare musicalmente con Almamegretta e Fausto Mesolella, Massive Attack, Pino Daniele, Jovanotti e non ultimi i Radicanto. Dub, canzone d’autore, cantautorato, canzone napoletana, musica mediterranea e all’interno di questa la musica ebraica. Il nuovo progetto di Raiz e i Radicanto si intitola “Neshama” (“anima”), un lavoro musicalmente colorato, caldo, fatto di suoni veri, prodotti da strumenti veri con corde,  pelli e mantici. Dove la voce di Raiz (che canta in ebraico, ladino, inglese spagnolo e napoletano) diventa uno strumento, la parola anche se intellegibile diventa suono. Ospiti del disco, inoltre, due grandi nomi della musica italiana: la pianista Rita Marcotulli e il violinista Mauro Pagani.

 

 

«Ho fatto un disco che non è rigoroso – spiega Raiz – i testi sono sacri ma non è musica sacra. Spiego meglio. Il popolo ebreo per mantenere la sua nazionalità si è stretto intorno alla religione, anche gli ebrei atei, i testi sacri, le preghiere diventano canzoni popolari, mentre la musica sacra come è intesa generalmente, rimane circoscritta ai luoghi di culto e non è più legata ai cicli della vita. Sembra che io abbia fatto un disco identitario, ma in realtà canto in ebraico, arabo, ladino, dialetti italiani antichi, inglese, spagnolo e napoletano, ci sono diverse culture che si uniscono, è un disco di musica popolare. Neshama vuol dire anima, viene dal verbo respirare, un essere vivente che respira ha un’anima. L’ho usato perché questa musica è come la soul music del Mediterraneo, la musica dell’anima, e il modo migliore per rendere il concetto di musica dell’anima è proprio Neshama, corrisponde al gospel e alla soul music»

Il testo ebraico si veste delle cadenze e delle pronunce della lingua napoletana: «“Astregneme” è un brano in cui il napoletano incontra l’ebraico, ci sono i versi del Cantico dei cantici, dove apri apri c’è poesia»

 

 

La poesia liturgica ebraica, chiamata piyut, e Roberto Murolo, immortale ed immenso cantautore napoletano sono entrambi la terza traccia dell’album di Raiz e dei Radicanto. Infatti, il testo è quello del piyut El Adon, mentre la melodia è quella di Era De Maggio, un’unione perfetta che regala questa straordinaria e poetica base partenopea ad un testo sommesso di preghiera, storicamente legato all’usanza di essere cantato o recitato. E, parlando di legami, ancora suprema è l’intesa tra la storica voce degli Almamegretta, e i Radicanto, gruppo tra folk e canzone d’autore, tra le altre cose, anche finalisti al Premio Tenco.







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