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Il Canzoniere del Lazio, folk italiano anni settanta

Il Canzoniere del Lazio, folk italiano anni settanta

Il Canzoniere del Lazio è stato uno tra più importanti gruppi folk italiani degli anni settanta, ricordato soprattutto per le ricerche nel patrimonio folkloristico prima laziale, poi italiano e quindi mediterraneo.

Il percorso del gruppo e dei suoi membri si incrocia più volte con alcuni tra i personaggi più impegnati del panorama del cosiddetto folk revival, tra i quali Mauro Pagani e Demetrio Stratos.

 

La mancanza di un testo che ripercorresse le tracce di uno dei più straordinari ensemble degli anni Settanta, il Canzoniere del Lazio, attivo tra il 1972 e il 1978 è stata colmata da Calo Siliotto con "Il mio Canzoniere"

 

 

 

 

 

Genericamente e sbrigativamente trattato nella manualistica che ricorda il periodo del progressive rock, il gruppo dove sono passati Maurizio Giammarco, Francesco Giannattasio, Carlo Siliotto, Clara Murtas, Piero Brega è stato invece una delle più palpitanti e fresche avventure sonore del periodo, in Italia: tant'è che i fili che legano la storia del Canzoniere a quella di Carnascialia, Area, Mauro Pagani e tante altre eccellenze sono uno una sorpresa e un piacere, da ripercorrere.

 

 

Carlo Siliotto, oggi celebre compositore di colonne sonore trasferito a Los Angeles, del Canzoniere è stato fondatore e colonna portante, col suo violino guizzante. Nacquero come musicisti ricercatori, nell'ombra sapiente di Giovanna Marini, ma da subito adottarono un approccio non meramente intellettualistico e etnomusicologia alla ricerca. Suonavano e cantavano accanto agli “informatori” contadini, coinvolgevano tutti in dilatazioni “trance” della loro musica fumigante e battuta, lasciandosi a loro volta coinvolgere in ogni avventura sonora.

 

Compreso il fatto di imbracciare strumenti elettrici, e affiancarli con una naturalezza allora ancora tutta da verificare a quelli acustici. Detto in una frase da Brega: «Questo inserimento era stato ragionato, non era un colpo di testa emotivo. Ci interessava molto ampliare il campo del suono, lavorare sui timbri». Assolutamente non ci passava minimamente per la testa di tradire il mandato della musica popolare, ma anche di arricchirlo».







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