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I Chicken Production cantano in dialetto terracinese “Mezzi Marinai”

I Chicken Production cantano in dialetto terracinese "Mezzi Marinai"

 

Da Terracina vengono i Chicken Production e la loro musica è cantata quasi esclusivamente nel dialetto di questa terra, una lingua che può essere descritta come un incrocio fra napoletano, abbruzzese e ciociaro.

Nati nel 2009 da un idea di Antonio Cicci e Daniele Senesi come collettivo di produzione di riddim e beat,i Chicken Production nel corso degli anni mutano la loro connotazione in una vera e propria band. Il duo diventa una vera e propria band aggiungendo alle due voci Emilio Di Manno alla batteria,Giovanni Capozio al basso e Giovanni D’Onofrio alla chitarra.

Incorniciato dalla bella copertina a tema marinaresco, “Mezzimarinai” è il terzo lavoro dei Chicken Production, il primo che contiene anche un paio di brani cantati in italiano. Le loro canzoni ci trasportano in una realtà quasi fantastica fatta di vecchi pescatori, di bambini che giocano nei cortili, di nonne affacciate alle finestre nei vicoli, di storie e di personaggi che poi ritornano sempre al mare, elemento costante dei loro dischi, della loro città, della loro e nostra cultura.

Tra il folk meridionale e un rock leggero e orecchiabile, su queste solide basi c’è spazio poi per tutto quello che può dire la fantasia, dalle spruzzate di elettronica alle incursioni nel calypso passando per i ritmi in levare.

“Mezzimarinai” ha diverse cose da offrire: innanzitutto le sonorità di un dialetto che suonerà nuovo alle orecchie dei più, anche se abbastanza accostabile ad altri più frequenti in musica (e quindi perlopiù comprensibile), e poi un’abbastanza nutrita tavolozza di atmosfere: ci sono i momenti prevalentemente acustici (“Ohi Mà”), quelli più spinti, il rock agrodolce (“Lucilla”, “N’ata vota”), i passaggi più spensierati a base di ritmi in levare o simil caraibici (“Orme”, “Ess’le botte”). Spiccano sulle dieci tracce l’iniziale “Habibi” e “Marcè e Lucià”, due brani che costruiscono un buon pathos grazien a melodie accattivanti.

"Il termine “mezzo marinaio” nel dialetto di Terracina può significare anche “mezzo uomo”, un uomo che rinuncia alle battaglie. Noi giochiamo da sempre su questo doppio senso, oscillando tra la parte più solare e quella più oscura del termine".

 





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