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LA STORIA DI CAROSELLO, DELLA SIGLA E DI UNA TARANTELLA NAPOLETANA

Il 3 febbraio del 1957 andava in onda per la prima volta Carosello.

Fu trasmesso ininterrottamente, tranne eccezioni dovute a particolari episodi o frangenti storici (l’agonia e la morte di Papa Giovanni XXIII, la strage di Piazza Fontana, le uccisioni dei fratelli John e Robert Kennedy, ecc.), fino al 1 gennaio 1977. Fu ripreso poi come “Carosello Reloaded” dal 6 maggio 2013, con varie edizioni e format.

Consisteva in una serie di filmati (sketch comici, cartoni animati, vere e proprie miniserie televisive) seguiti da messaggi pubblicitari.

Carosello_1963

Alcuni personaggi sono entrati nella storia della televisione e la loro fama spesso è sopravvissuta ben al di là della fortuna dei prodotti reclamizzati.

Alla realizzazione di Carosello parteciparono i più importanti registi e attori italiani e non solo.

Carosello fu anche un meraviglioso laboratorio di sperimentazione tecnica, in particolare per l’animazione e la grafica.

Non fu solo uno dei grandi prodotti editoriali della storia della RAI, ma soprattutto fu un programma che plasmò i modelli culturali, scandì persino i ritmi di vita di intere generazioni.

Ciascuno di noi, delle generazioni non giovanissime, ha qualche ricordo associato al Carosello!

Ma perché parlarne in un blog dedicato alla musica popolare?

Perché Carosello ha un debito con la musica popolare.

Varie sigle si sono succedute negli anni.

Rivediamone alcune.

http://youtu.be/7JdDFz2_LRU

Le prime due (i siparietti) realizzate da Luciano Emmer, regista e sceneggiatore italiano e Cesare Taurelli, uno dei primi e più importanti produttori di pubblicità.

La più nota, sia per il successo riscontrato nel pubblico sia per la durata della programmazione, quella in cui compaiono quattro panorami di città italiane (Ponte di Rialto a Venezia, Piazza del Campo a Siena, Piazza del Popolo a Roma e Via Caracciolo a Napoli) con ai lati un musicante (un chitarrista, un trombettiere, un mandolinista ed un flautista), è dovuta a Manfredo Manfredi, scenografo, regista e pittore.

Ma la colonna sonora, pur con diversi arrangiamenti e tempi di esecuzione, rimase immutata per tutto il ventennio di trasmissione.

La ricordate?

EcodiNapoli_vol.3

Ecco: la colonna sonora costituisce una rielaborazione e una versione strumentale di una tarantella napoletana risalente all’incirca al 1825, intitolata Pagliaccio.

Se ne può trovare un arrangiamento per voce e piano nel 3° volume della raccolta Eco di Napoli pubblicato nel 1883.

La tarantella napoletana di cui si conosce il titolo, ma non l’autore, fu arrangiata da Raffaele Gervasio, compositore e autore di musiche per la radio, il teatro, il cinema (Maschera d’argento per le musiche di Carosello napoletano, spettacolo teatrale del 1950 con la regia di Ettore Giannini).

L’utilizzo di una musica popolare non è casuale.

Da un lato, come è stato osservato, è coerente con il disegno culturale della RAI, che con Carosello punta a “integrare le novità di una nascente società dei consumi in un contesto legato alla tradizione nazionale popolare”.

Dall’altro trova fondamento nel sincero e significativo interesse che Raffaele Gervasio nutre per il patrimonio musicale popolare, che lo porterà qualche anno dopo a curare l’album “I Canti che hanno fatto l’Italia” prodotto nel 1961 da RCA per il centenario dell’Unità d’Italia e scelto dalla RAI per l’inaugurazione del 2° canale televisivo.

Il motivo della tarantella napoletana è stata ripresa anche nelle nuove sigle di Carosello Reloaded.

Rimangono immutati la melodia e gli strumenti solisti (arpa, mandolino, ottavino, tromba) che caratterizzano le diverse città italiane evocate. L’orchestrazione invece si presenta con un ritmo più moderno e brillante.

Ascoltiamo la originale tarantella “Pagliaccio” in un’esecuzione del 1976 di Fausto Cigliano e Mario Gangi.

http://youtu.be/0Ra6zW2DYXE

Insomma: trascorrono decenni, passano generazioni, ma la forza della musica ancorata alla tradizione mantiene intatto il suo fascino e la sua forza comunicativa.

Oggi ricordiamo quindi il 58° anniversario della messa in onda di Carosello, ma insieme i 190 anni di una tarantella napoletana, con un’età portata davvero bene e ancora decisa a diffondere i suoi ritmi e i suoi suoni.

 

 

 



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