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Musica PopoIare ltaIiana

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ANTONIO GUASTAMACCHIA

Basilicata

Antonio Guastamacchia custode della tradizione musicale contadina Tricanicese, acquisita dal padre Cantore e portatore di serenate, è tra le più belle voci arcaiche che abbiamo in Italia, ha collaborato con Antonio Infantino con il quale ha suonato in numerosi concerti e partecipato all’incisione del disco « La MORTE BIANCA» di Infantino e il Gruppo di Tricarico uscito nel 1976.
Nel 2000 è tornato ad far parte dei Tarantolati di Tricarico fino al 2012, partecipando attivamente alla produzione discografica di quegli anni:
“Andamenare” è il Cd che esce nel 2000 che contiene alcuni brani composti da lui;
“U’ Scuatasc” del 2006 che contiene due brani da lui composti (Munakcll’ e Kat’-katrsce) utilizzati come parte della colonna sonora del film di Monicelli dal titolo”le Rose del deserto”.
Nel 2013 finita la stagione con i Tarantolati di Tricarico ha fondato un suo gruppo «Antonio Guastamacchia le tradizioni popolari».
Nel 2016 ha partecipato alla realizzazione di un doppio CD “I canti tradizionali lucani”, promosso dalla Regione Basilicata e Comune di Savoia di Lucania, incidendo con il suo Gruppo quattro suoi brani.
Con il suo canto popolare ha partecipato e partecipa a concerti con Bande e Corali, nello specifico con la Banda di Tolve, diretta dal maestro Rocco Mentissi, con musiche composte dalle stesso maestro ha realizzato due canti: “Munakcll’ e “canto in onore di San Rocco”.
Ha partecipato nel 2018 alla realizzazione un documentario antropologico da parte dello Studio Namias promosso dall’APT Basilicata sul “canto popolare di Tricarico”.
E’ intervenuto in varie trasmissioni televisive sulla musica e le tradizioni popolari tra i quali: “l’Italia che risuona” di Ambrogio Sparagna su Rai 3 nel 2014 .
Realizzazione di video sulla costruzione di strumenti della tradizione popolare “cubba cubba” e “tamburello”.
Svolge divulgazione presso Scuole della Basilicata di vario ordine e grado sul Recupero di materia e delle tradizioni popolari, realizzando strumenti arcaici “cubba cubba” e “tamburello”.



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