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Musica Popolare Italiana

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U Carnevale de na vote @ Taranto

carnevale
Artista:
Sito ufficiale:
https://www.facebook.com/events/150119252435188/
Data e orario:
Data: da 13/02/2018 | 17:30
Location:
Piazza Duomo Città Vecchia
Città:
Taranto

Puglia

Info

U Carnevale de na vote @ Taranto

L’Associazione Tarantinìdion con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Paisiello”, l’Associazione Maria d’Enghien, Sant’Andrea degli Armeni Domus Armenorum, Tarantovecchia.org., Assemblea Aperta “Città Vecchia per l’Ambiente”,  Pro Loco Taranto, Associazione Vito Forleo, Associazione Varca d’Ore, presenta “U CARNEVALE DE NA VOTE quarta edizione“, il 13 febbraio alle ore 17.30 a Taranto. In Piazza Duomo Città Vecchia – “‘A MUERTE ‘U TATE”, sfilata in maschera del martedì grasso con il PROCESSO e l’antico ed allegorico FUNERALE DEL CARNEVALE.

Il corteo sfilerà accompagnati dalla musica popolare per via Duomo, vico Innocentini, via Pentite, via Cava, via De Tullio, la Marina, Via di Mezzo, pendio La Riccia e via Duomo,  rivivendo l’allegoria con le maschere tipiche tarantine per ritornare in piazza Monteoliveto. All’arrivo in piazza Monteoliveto  si brucerà ‘u Tate.

Chi abbia voglia di partecipare attivamente può rivolgersi al numero: 3479146213.

Due secoli fa, il Carnevale di Taranto si svolgeva proprio nel borgo antico della città. Le maschere tipiche erano la Mascherata e la Pitricine.

Apriva il corteo la maschera di Mèste Giorge, tipica maschera tarantina dell’800, una parodia del signorotto locale con in mano un bastone a mo’ di scettro, simbolo del potere sul popolo. Procedeva altezzoso e sprezzante bastonando chi osava deriderlo. Più indietro, la maschera di Quaremme ‘a zinzilose, un uomo travestito da donna che rappresentava la vedova disperata di Carnevale.

Procedeva nel corteo tutta sconsolata piangente e fermandosi davanti alle cantine diceva: “Azzètt’ u ciste” (gradito il cesto) disperandosi di essere rimasta vedova. Vi era anche la maschera elegante dello Scaligero, simbolo del bel giovanotto tarantino. Portava legato al collo un cesto pieno di fiori ed in mano una lunga scala sottile. Non appena scorgeva una bella fanciulla affacciata al balcone, la omaggiava con un bel mazzo di fiori che conficcava all’estremità della scala.

C’era anche donna Pernìce per deridere signore, signorine, signorotti e signorini locali. La maschera che più di tutte rappresentava la città di Taranto era il Pescatore, interpretato da un gruppo di quattro uomini possenti e muscolosi. Indossavano camicia e pantalone bianco, fusciacca rossa legata in vita, giacca di vellutino nero gettata sulle spalle e berretto da pescatore. Portavano gli inseparabili attrezzi da lavoro, lancia, reti, lenza, nasse e un canestro colmo di frutti di mare.