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Musica Popolare Italiana

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E' online il n.344 di Blogfoolk

Link:
www.blogfoolk.com/2018/02/numero-344-dell8-febbraio-2018.html
Data scadenza:
Contatto:
Salvatore Esposito - Direttore Editoriale
E-mail:
blogfoolkATgmailDOTcom
Telefono:
Area
World
Nome scuola:
Blogfoolk
Sito ufficiale o Facebook:
www.blogfoolk.com
Indirizzo sede principale:
Caserta
Indirizzo sede secondaria:
Roma
Contatti (mail o telefono):
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Tempo di Carnevale, eccovi un Blogfoolk della cuccagna. Apriamo il numero 344 odierno con il BF-CHOICE del mese di febbraio. Parliamo di “TE” dei Samurai Accordion, il sodalizio di organetti supremi, che mette insieme gli italiani Riccardo Tesi e Simone Bottasso, il basco Kepa Junkera, l’irlandese David Munnelly e il finlandese Markku Lëpistö. Abbiamo riunito, virtualmente, le cinque stelle dell’organetto per conoscere a fondo le motivazioni e procedure elaborate per questo nuovo superlativo disco. Proseguendo sui sentieri della world music ascoltiamo “Tales Of Indian Sarod”, nato dall’incontro tra Pradeep Barot, maestro del liuto senza tasti della musica indostana, importante esponente della Gharana (scuola) Maihar, il polistrumentista Riccardo Battaglia e uno degli storici maestri italiani della musica del subcontinente indiano, il percussionista Federico Sanesi. Torniamo a raccontarvi della magica chitarra di Richard Thompson con la recensione del recente “Acoustic Rarities. In occasione di uno dei tempi festivi più importanti per le culture orali, Paolo Mercurio ci porta dentro i suoni e ritmi del Carnevale Sardo. Vogliamo, poi, tornare ancora sulla figura di Antonio Infantino, recentemente scomparso, con il personale ricordo del chitarrista Francis Kuipers. Lo sguardo sulla canzone d’autore ci porta a parlare di “Silenzio Assoluto” di Roberto Durkovic, mentre i suoni jazz danno spazio a “Prima Luz” di Antonio Vivenzio e Alberto Pederneschi. Dai confini aperti della border music arriva “Mother Moonlight” del sassofonista, oboista e compositore sannita Max Fuschetto. Infine la controcopertina, come sempre firmata da Valerio Corzani, con la sua istantanea che fissa Ghédalia Tazartès, un compositore la cui musica è metafora di viaggio e di spostamento.