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Musica Popolare Italiana

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Cesare Monte, il menestrello del Salento

Cesare Monte, il menestrello del Salento

 

Cantautore folk dedito alla riproposizione di un genere musicale popolare che trae le sue origini tanto dal canto tradizionale quanto da quello d’autore, il tutto riproposto con gli stilemi tipici del liscio.

Cesare Monte, fu una sorta di baluardo della tradizione. Tra i brani più famosi di Monte: La Coppula, Mannaggia Lu Rimo, passando per Beddha Ci Dormi e il tradizionale La Gaddhina fino agli Stornelli alle Campagnole.

 

Cesare era sempre pronto a salire sul palco e a far risuonare la sua voce che ha reso indimenticabili tante arie popolari ma che, soprattutto è stato lo strumento musicale attraverso il quale intonava canzoni da lui stesso scritte: l'allegra e maliziosa "L'uccellino", la malinconica e struggente "Mannaggia lu rmu...", ma su tutte "La Coppula", il brano che gli ha dato la celebrità nel Salento e oltre.

La melodia, come raccontava Cesare, era ispirata ad un'aria popolare che da bambino sentiva spesso. Lui ci aveva scritto sopra le parole che tutti, in qualche modo, abbiamo almeno una volta canticchiato. Ma Cesare era orgoglioso del fatto che cantanti del calibro di Al Bano e Tony Santagata l'avessero tante volte inserita nei propri repertori. E una "leggenda" vuole che anche l'altro menestrello, quello del folk americano, il grande Bob Dylan una volta l'abbia cantata durante un suo concerto.

Cesare Monte, nato a Presicce, da oltre mezzo secolo viveva a Nardò. Poco più che trentenne era "decollato" nel campo musicale esibendosi in uno spettacolo per la Rai in Sardegna, presentato dal grande Alighiero Noschese. I primi contatti con gli impresari discografici, le prime incisioni, di brani inediti che presto lo portarono a diventare il "numero uno" del folk salentino. Il successo arriva negli anni '70, con il "Trio Folk del Salento" che lo vedeva insieme a Cesarino Zuccaro e a Mimino Spano. Per cinquanta anni Cesare ha calcato i palchi di tutta Italia.

Cesare Monte lascia a tutti i salentini una lunga collana di dichiarazioni d'amore per la propria terra: «i luoghi più belli dove sono stato in questi ottant'anni -diceva- sono la dolce e cara Presicce dove sono nato, la dolce e cara Nardò dove vivo. Dove trovi un altro cielo, un altro sole, un altro mare come i nostri? Anche quando piove senti che il cielo ti propone una dolce poesia e ti spinge a ringraziare il Creatore per averti dato il privilegio di nascere e vivere nel Salento».