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L’ Sos dei Vianova e Suon&Passion per partecipare al Folkest

L' Sos dei Vianova e Suon&Passion per partecipare al Folkest

 

Hanno vinto un concorso per esibirsi l’8 luglio in uno dei festival folk più importanti d’Europa, il “Folkest”, ma non hanno i fondi necessari per arrivare a Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Sono i ragazzi del gruppo folk “Vianova e Suon&Passion”, originari della zona Atellana, che hanno superato una selezione tra diversi gruppi folk e ora devono rappresentare Napoli e la Campania, alla 39° edizione del “Folkest”.

 

 

Sono una ventina in tutto, ma più ingombranti delle persone che devono viaggiare, sono gli strumenti che utilizzano per suonare. Complicato trasportare le botti, i falcioni e i tini, attrezzi contadini che loro hanno trasformato in strumenti musicali che accoppiano a chitarre, tammorre e altri strumenti più classici.

Il loro sound prende spunto dal gruppo dei Bottari, che Enzo Avitabile ha portato alla ribalta con l’accompagnamento dei suoi brani, ma si distingue soprattutto per l’originalità della rielaborazione delle canzoni della tradizione classica napoletana, molte delle quali hanno radici nella zona Atellana, di cui sono originari.

“Siamo due gruppi che si sono messi insieme perché hanno trovato una sintesi, fondendo due sound che si incontrano sulla stessa sensibilità musicale – spiega Giuseppe Iovane, il cantante e chitarrista del gruppo – Il primo gruppo, “Vianova”, cioè la “strada nuova”, prende il nome da questa arteria che da Aversa porta a Caivano e che noi abbiamo sempre conosciuto come “Vianova”. Tutti i cinque componenti del gruppo abitiamo lungo questa strada. Poi abbiamo incrociato i ragazzi di “Suon & Passion” che producono una musica fatta soprattutto di ritmi sulle botti e altri attrezzi contadini”.

 

Ma i “Vianova e Suon&Passion”, sono anche un “esperimento sociale” per ragazzi che cercano opportunità e occasioni di riscatto in una terra difficile che offre poche possibilità di riuscire ad emergere senza dover abbandonare il territorio.

"La nostra rielaborazione delle canzoni classiche napoletane significa anche un momento forte di identità culturale con la nostra terra e le nostre origini. Per questo diventa importante oltrepassare i confini del nostro territorio e portare il nostro sound in giro. Ma al momento abbiamo questo handicap. Siamo in tanti e abbiamo anche strumenti ingombranti. Il loro trasporto ci viene a costare. Cose che per altri possono essere di poco conto, ma per chi non ha possibilità come noi che adesso ci stiamo facendo conoscere, è un bel problema. Per questo lanciamo un SoS pubblico, ai sindaci delle nostre città, ad imprenditori, associazioni, singoli cittadini, per aiutarci a sostenere le spese del nostro viaggio verso il nord. Ci appelliamo a chi ha a cuore questa terra e che vuole dare l’occasione a giovani musicisti come noi di esprimere attraverso la musica tutto quello che ci portiamo dentro. Non possiamo perdere questa occasione”



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