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Halloween: la tradizione celtica in Italia aveva già un suo passato

Halloween: la tradizione celtica in Italia aveva già un suo passato

Jack O’ Lantern non è più uno sconosciuto in Italia. Anche da noi, infatti, si afferma sempre di più la tradizione di Halloween. Le celebrazioni di Halloween appaiono aver guadagnato terreno soprattutto nel Centro Italia più che nel Nord o nel Mezzogiorno.

La leggenda irlandese del vecchio fabbro ubriacone Jack O’Lantern, simbolo delle anime dannate ed errabonde, si sta diffondendo anche in Italia e viene celebrata secondo l’usanza tipica.

In Veneto Halloween si dice "Suca Baruca": la festa non è solo celtica. Fino all' inizio degli anni sessanta la zucca illuminata era esposta in tutte le case.

 

 

A Giovinazzo (BA), alla mezzanotte del 31 Ottobre davanti alle fotografie dei defunti si appongono dei ceri che resteranno accesi per tutta la notte affinchè la loro luce guidi i defunti verso le proprie case. In questa unica notte dell'anno si prepara loro un banchetto con quelli che sono i loro cibi preferiti.

In Lombardia, nei dintorni del Lago di Como è tradizione fare dei falò e lasciar rotolare dai pendii delle colline ruote di carro e balle di fieno incendiate. Queste usanze, di chiara derivazione celtica ricorrono (anche se ormai si vanno perdendo) più di una volta l'anno, una delle quali in autunno, più o meno in corrispondenza del giorno di ognissanti.

Anche a Milano e in Brianza si usava, già in tempi antichi, intagliare delle zucche arancioni per inserirvi le candele sul fondo ed andare in giro a spaventare le vecchiette, andando anche di casa in casa a chiedere del cibo: noci, nocciole, castagne. Queste zucche venivano chiamate "Lumere". A casa proprio si dovevano lasciare invece una ciotola di latte, un bicchiere di vino rosso e del cibo, per i defunti, sul davanzale delle finestre.

 

 

In Romagna persistono usanze di Halloween, soprattutto nelle campagne, legate all'antichità, quando si pensava che in questa notte il mondo dei vivi toccasse per un istante quello dei morti e fosse possibile vedere i propri cari defunti camminare fra di noi. Nel passare alla cultura cristiana, e ancora oggi, durante l'Ottavario dei morti (settimana di preghiere speciali per i defunti) si usa accendere ceri in casa, davanti alle immagini dei propri defunti, spesso utilizzando le candele benedette per la Candelora (festa di presentazione di Gesù al tempio, nel mese di Febbraio.).

A Lugo di Romagna, si usava la notte del 31 ottobre mettere le zucche intagliate con lumini dentro, sui muri dei cimiteri per incutere paura a coloro che passavano in bicicletta. Alcuni ragazzi si divertivano anche a nascondersi dietro le siepi e uscire con la zucca accesa non appena uno "sventurato" si trovava a passare di li. La zucca illuminata da queste parti si chiama "la Piligréna".
A Lugo si svolge la manifestazione "La notte di halloween - La Piligréna" dove oltre a spettacoli di strada, mercatino e stand gastronomici, alle 23,30 si può assistere al rogo della Piligréna. Nel pomeriggio i bambini delle scuole in un laboratorio preparano le zucche che serviranno poi la sera per allestire la festa.

 

 

Anche il Friuli ha la sua tradizione di Halloween, per l’esattezza ad Ampezzo, in provincia di Udine, dove ogni anno si rinnova la rievocazione del Capodanno celtico, quando si pensava che nella notte del 31 ottobre i defunti tornassero accompagnati dal piccolo popolo di elfi, folletti e fate per visitare i luoghi in cui avevano vissuto. Si chiama la Fiesta dalis muars e si svolge al calare del sole, dietro i monti che circondano Ampezzo, nei cortili e nelle contrade del centro storico, illuminati soltanto da fiaccole, fuochi e favolosi spettacoli di luce dei giocolieri e dei mangiafuoco.

 

 

Nel dialetto locale sardo le “muars” sono le zucche scavate ed intagliate, che le famiglie del paese usavano portare di casa in casa. Passeggiando per le vie del paese si possono ammirare i giochi di luce prodotti dalle zucche intagliate esposte lungo tutto il percorso, avvolti dalla musica e dagli invitanti profumi delle pietanze preparate nei diversi cortili, circondati da fantastiche figure in un’atmosfera che pare surreale. In Sardegna più che Halloween si dice Is Animeddas al sud o Su Mortu Mortu al nord. L’usanza di Ognissanti è quella di commemorare i morti preparando una cena di maccheroni fatti a mano, un bicchiere di vino e una brocca d’acqua da lasciare sulla tavola priva di posate; un lumicino ad olio brucia tutta la notte per dare la possibilità alle anime in visita alla dimora di rifocillarsi in tutta comodità. Durante la vigilia, e in questo l’Halloween in Sardegna non è dissimile dalla tradizione anglosassone, i bambini dei piccoli centri abitati vanno di casa in casa a questuare frutta secca e dolci, recitando formule più o meno minacciose.

 

 

In Umbria è invece la volta di Halloween- La Notte del Grande Cocomero, in programma nel Rione San Giacomo, propaggine nord di Città di Castello, che si veste a festa per ospitare uno straordinario mix di spettacoli e attrazioni di vario genere: dai bambini che vanno in giro per il consueto “dolcetto o scherzetto” agli aperitivi a tema, dalle esibizioni di trampolieri ed artisti di strada fino a concerti live e allo Show dei Mostri che intrattiene grandi e piccoli.

 



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