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Il Museo Etnografico dell’Alta Brianza ricorda Sandra Mantovani

Il Museo Etnografico dell'Alta Brianza ricorda Sandra Mantovani

Negli scorsi giorni è morta Sandra Mantovani, moglie di Roberto Leydi, ricercatrice e studiosa della cultura popolare ma forse più nota come magistrale interpretate del canto di tradizione orale. Pubblichiamo il ricordo di Massimo Pirovano, direttore del Meab di Galbiate.

Nel 1964 aveva partecipato allo spettacolo “Bella ciao” durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto, con altri cantori e musicisti del Nuovo Canzoniere Italiano.

Sandra Mantovani e gli altri interpreti avevano fatto scoprire, in quella occasione, ad un vasto pubblico l’esistenza e l’importanza sociale e culturale di un ‘mondo’ nascosto in cui si cantava e si faceva musica strumentale, spesso senza partiture e senza accademie. Sandra aveva inciso in quegli anni diversi brani per le pubblicazioni dei Dischi del Sole.

Aveva poi dato vita all’esperienza dell’Almanacco Popolare, insieme a Bruno Pianta, scomparso anche lui nelle scorse settimane per un tragico incidente. Proprio agli inizi degli anni ’70 l’avevo ascoltata al liceo scientifico “G. B. Grassi”, quando il gruppo musicale formato con Pianta era stato invitato da Alfredo Chiappori ad esibirsi per noi studenti e per gli insegnanti interessati alla loro proposta culturale. Dopo avere ascoltato in classe il disco di “Bella ciao” ora sentivamo i canti dal vivo e anche le motivazioni del lavoro di ricerca e di folk revival che, con Roberto Leydi, Sandra e Bruno conducevano da alcuni anni.

Poi la musica popolare arrivò all’Autunno Musicale di Como, dove si ascoltavano i migliori interpreti delle diverse tradizioni musicali della Lombardia e del nostro Paese, ma anche gruppi stranieri. Si ascoltava molto e si discuteva con gli esecutori e con gli studiosi, si vedevano filmati e si sentivano registrazioni. Nei seminari ho incontrato anche Italo Sordi, Glauco Sanga, Giorgio Vezzani, grazie a Leydi che era il vero ‘motore’ di tante iniziative. Del resto era stato lui a ‘sdoganare’ la musica folklorica presso l’accademia italiana, insieme a Diego Carpitella, che fu anche lui ospite a Como.

Furono gli anni, tra l’altro, in cui si formò il Canzoniere popolare della Brianza e in cui ci fu per me la prima occasione per presentare ad un pubblico di studiosi, musicisti e curiosi le mie ricerche iniziali sul canto in filanda. Da quel momento in poi, alla Civica Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro o nella loro casa di Milano, ma anche in quella di Orta, Sandra insieme a Roberto, era sempre disponibile nei confronti miei e di altri ricercatori a discutere di progetti e a sostenerli con la sua affabilità e la sua intelligenza.

Per questo era stata anche al Museo Etnografico dell’Alta Brianza nel giugno del 2007, quando con gli interventi di Febo Guizzi, di Ferdinando Scianna, di Italo Sordi, è stata inaugurata la sala del museo “dei beni immateriali e del dialogo antropologico“, intitolandola alla memoria di Roberto Leydi, maestro di generazioni di etnomusicologi e di ricercatori sul campo.

Sandra era poi tornata al MEAB nel 2014 per assistere al convegno e al concerto dedicati a Leydi , alla sua fondamentale e poliedrica attività in ambiente lombardo, organizzati dal Museo, per il Parco Monte Barro, con Res Musica

 



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