Your message has been sent, you will be contacted soon
Musica Popolare Italiana

Chiama

Chiudi

Un nome, una canzone – Dedica a Eleonora

Un nome, una canzone - Dedica a Eleonora

 

 

Il nome Eleonora deriva dal provenzale Aliénor o Ailenor, la cui origine è piuttosto dubbia. Una teoria diffusa attribuisce ad Eleonora d'Aquitania il nome di battesimo Aenor o Anor, il quale era portato già da sua madre. Secondo tale teoria, il popolo provenzale cominciò a chiamare la figlia alia Aenor, "l'altra Aenor", per distinguerla dalla madre, e divenne così la prima a chiamarsi Eleonora; tale tesi è però contrastata dalla presenza di altre donne con questo nome antecedenti ad Eleonora d'Aquitania, come ad esempio Eleonora di Blois, nata vent'anni prima, per la quale non vi sono ragioni di dubitare che si chiamasse effettivamente così. Rimane il fatto che i due nomi erano usati intercambiabilmente nel Medioevo, e ad ogni modo il gioco di parole su "l'altra Aenor" potrebbe essere stato usato di proposito dai genitori di Eleonora d'Aquitania, pur non costituendone la reale etimologia.

Teorie alternative indicano Aliénor come, effettivamente, una variante di Aenor, o ancora come una forma provenzale di Elena; ulteriori ipotesi riconducono la prima parte di Aliénor al germanico al, "tutto", o al provenzale aloi, "lega metallica".

Si sono diffuse col tempo altre ipotesi che lo ricollegano ai nomi d'origine greca Elio o Selene, o al termine (sempre greco) èleos, "compassione", quindi "compassionevole"; è stata proposta anche una derivazione dai termini ebraici El ("Dio") e nur ("luce"), quindi "Dio è la mia luce".

Il nome conobbe ampia diffusione durante il Medioevo proprio grazie alla popolarità di Eleonora d'Aquitania e anche di Eleonora di Provenza ed Eleonora di Castiglia.

Eugenio Bennato in Donna Eleonora narra la storia di Donna Eleonora Pimentel Fonseca, nobildonna di origine portoghese trapiantata a Roma e Napoli. Intellettuale poliglotta, poetessa e fine letterata, fu arrestata con l’accusa di giacobinismo e divenne poi una protagonista della Repubblica Partenopea, soprattutto come direttrice del Monitore Napoletano, organo ufficiale di quella breve esperienza rivoluzionaria.

I Pooh in Eleonora mia madre parlano della scoperta da parte di un figlio della femminilità della madre che si era lentamente spenta alla vita, riservando il suo sorriso, la sua forza solo al figlio. Questo canto è il suo tentativo di ringraziarla per avergli dedicato la vita.

Riccardo Cocciante canta Eleonora e la sua bicicletta e ci mostra una donna che vuole fuggire dalla realtà in cui si trova, la campagna, per un altro contesto urbano.

Antonello Venditti in Eleonora descrive l'ambiente dove di solito circola la droga, in particolare la cocaina.



Tag: