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San Severo: 3 processioni che si incontrano

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A San Severo, in Puglia, provincia di Foggia, si svolgono tre sentitissime e commoventi processioni pasquali, organizzate da altrettante Confraternite. La mattina del Venerdì Santo inizia la tradizionale processione dell'Addolorata e di Gesù Flagellato, con le tre processioni che escono ognuna da una chiesa della città. Queste giungono in Piazza Castello, luogo in cui avviene il cosiddetto "Incontro" tra le statue di Gesù alla colonna e dell'Addolorata, portate a spalla dalle Confraternite. L'origine di questa processione è molto antica, sembra risalire all'epoca dell’epidemia di colera del 1837. A San Severo le due processioni della Madonna e del Cristo flagellato seguono percorsi diversi sino a sfiorarsi, alle prime luci dell’alba del Venerdì Santo, nella piazza principale: la Vergine riconosce il Figlio ma non può abbracciarlo perché la grande croce del crocifero scalzo viene issata per impedire l’incontro sottolineando l’ineluttabilità del disegno divino ed esasperando il pathos degli astanti emotivamente provati dalla drammaticità della scena.

All'alba del venerdì Santo partono dalla chiesa dei Celestini la processione del Cristo flagellato portato a spalla dai confratelli del Rosario e dalla chiesa della Pietà quella dell'Arciconfraternita dei Morti con il simulacro dell'Addolorata; ciascuna percorre un proprio itinerario prima di congiungersi in piazza Castello. L'Arciconfraternita del Soccorso, dal Santuario, muove processionalmente con la croce del Cireneo verso la piazza, dove sosta abitualmente in attesa dell'arrivo dei due sacri cortei.

Alle 6:30 circa avviene il commovente Incontro tra i simulacri della Vergine Addolorata e del Figlio flagellato, che, dopo una corsa straziante l'una verso l'altro, proprio al momento del ricongiungimento sono separati dalla pesante croce del Cireneo. Il coro dei bambini, accompagnato dalla banda musicale, intona le note della tradizionale canzoncina dell'Addolorata; viene poi il momento dell'esortazione omiletica del Vescovo. Al termine della cerimonia i tre cortei si uniscono in un'unica processione e percorrono l'intero “Giro esterno” per poi far ritorno nelle rispettive chiese intorno alle ore dieci.

La sera del venerdì Santo invece, la confraternita del Sacramento muove processionalmente dalla chiesa di Santa Lucia con le statue del Cristo Morto, racchiuso in un elegante urna dorata neobarocca, e della Vergine Addolorata, percorrendo pressoché lo stesso itinerario della processione mattutina. Le prime testimonianze di questa usanza risalgono al 1892, anno in cui risultano registrate le spese della costruzione dell'urna, del restauro del Cristo morto e di un abito più ricco per il simulacro dell'Addolorata. Alle ore 18:00 nella chiesa della Pietà si svolge la solenne Via Crucis e, a seguire, l'ora della Desolata: la statua della Vergine, spogliata dei ricchi abiti del mattino, indossa un vestito nero più semplice in segno di lutto e riceve le condoglianze dei fedeli con il tradizionale rito del bacio.

Negli ultimi anni l'Arciconfraternita dell'Orazione e Morte ha reintrodotto il tradizionale e antico Ufficio delle Tenebre: la cerimonia rituale, in cui si rievocano tutti i momenti salienti della Passione, termina con un caratteristico frastuono (prodotto da particolari strumenti o dal semplice battere delle mani sui banchi), teatrale rievocazione del terremoto che squarciò la terra subito dopo la morte di Cristo. Al termine della processione serale, invece, in Santa Lucia viene allestita la sacra deposizione: il Cristo morto è deposto sulla mensa dell'altare maggiore, adibito a sepolcro per l'occasione, con alle spalle il simulacro della Vergine in dolorosa contemplazione.







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