Your message has been sent, you will be contacted soon
Musica Popolare Italiana

Chiama

Chiudi

L’Officina del Battagliero di Francesco Gualerzi firma l’inno di Bibbiano

Dall’orchestra Azzurra che imperversava nelle balere reggiane negli anni ’60, a Castrocaro, a Sanremo nel 1986, ai Nomadi per cinque anni e poi in ritorno al liscio e al recupero della tradizione e della musica popolare reggiana con il gruppo l’Officina del Battagliero, che ha preso il nome del valzer che è stato cavallo di battaglia di Tienno Pattacini e che presto diventerà l’inno ufficiale del Comune di Bibbiano.

Un percorso musicale, ma prima ancora storico e culturale, quello che il maestro bibbianese Francesco Gualerzi ha intrapreso da qualche anno, con la voglia di recuperare alle sue origini e valorizzare la musica folk reggiana. Quella alla maniera di Pattacini, i cui eredi, dopo averlo ascoltato, gli hanno dato in custodia, quasi in un passaggio di testimone, il sax e il clarinetto che il maestro ha utilizzato per oltre cinquant’anni e che adesso è tornato a suonare grazie a Francesco Gualerzi nei concerti dell’Officina del Battagliero.

È un tuffo nel passato il suo. A quando a soli sedici anni iniziò a suonare il sax nell’orchestra Azzurra del maestro Tamagnini, che assieme a Learco Gianferrari, Hengel Gualdi, e a Tienno Pattacini, si contendevano le balere e gli applausi con Secondo e poi Raul Casadei, Vittorio Borghesi, Castellina Pasi, Folklore di Romagna.

Ed era un derby tra i sostenitori delle orchestre di liscio reggiane e di quelle romagnole. Ma c’era – e c’è tuttora – un valzer che tutte le orchestre devono eseguire e che tutti i ballerini a un certo punto della serata pretendono di ballare. È il “Battagliero” composto nel 1933 (ma registrato alla Siae solo nel 1935) da Tienno Pattacini, il capostipite di una famiglia di musicisti di Barco (terra ricchissima di musicisti e grandi fisarmonicisti come Paolo Gandolfi) che assieme ai due figli Iller e Imer ha lasciato il segno nella musica italiana, dando vita negli anni ’30 a un modo di suonare, vivace, brioso ricco di sonorità. Alla maniera di Pattacini, insomma; un tratto distintivo della musica e del liscio reggiano.

E il recupero di questa tradizione è diventato il progetto che Gualerzi con “Officina del Battagliero”, un gruppo musicale che spiega, «ripropone fedelmente lo stile straordinario e “battagliero” alla Pattacini. Un progetto che ha l’ambizione di tenere viva la relazione fra musica colta-classica e folcloristica che ha sempre caratterizzato la musica italiana».

Un recupero che va al di là delle canzoni (sono più di mille le composizioni di Tienno Pattacini) e che ha coinvolto anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, intenzionato a fare di Battagliero l’inno ufficiale del Comune. Ma l’entusiasmo di Gualerzi ha contagiato la stessa famiglia Pattacini che gli ha proposto di utilizzare nei suoi concerti il sax e i clarinetti di Tienno. «Li ho adottati, rimessi a posto e adesso con molta cautela li utilizzo anche nel corso dei concerti e delle incisioni del nostro gruppo, che non poteva che chiamarsi Officina del Battagliero, il cavallo di battaglia di Tienno». Quasi un passaggio di testimone tra il grande Tienno Pattacini e un musicista che ha cominciato a suonare sax e clarinetto, per poi vincere nel 1985 il Festival di Castrocaro, partecipare nel 1986 a Sanremo Giovani, cantare con i Nomadi assieme a Danilo Sacco e poi tante altre esperienze musicali. «Nel 2014 è nato Officina del Battagliero con l’idea e il desiderio di riprendere le esperienze antiche con un ritorno alle mie origini, di chi si è avvicinato alla musica ascoltando Tienno. Un progetto che non si sarebbe potuto realizzare senza la famiglia Patticini e a Glauco Caminati fisarmonicista storico di Pattacini e adesso di Officina del Battagliero. Assieme a noi ci sono Adelmo Sassi alla chitarra, Valentino Spaggiari al trombone, Marco Bortesi al basso, Riccardo Bontempelli alla batteria e Max Ghirardini sax e clarinetto».

Il 16 ottobre l’Officina inaugura la stagione del teatro di Cadelbosco Sopra. Dello scorso anno è il cd “Alla Pattacini” anche in versione vinile. Una scelta «accolta con favore anche dai diversi giovani che ci seguono. Il vinile è corredato con un libretto con foto d’epoca. Così come ai concerti il materiale dei Pattacini ci riporta a quegli anni».