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Musica Popolare Italiana

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La Montagna del Sole

L'Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna incontra i canti e i suoni della Puglia Garganica. Sarà una serata davvero speciale quella di domenica 17 maggio, presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Orchestra Popolare ItalianaAl centro uno spettacolo che nasce da un progetto originale dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica diretta da Ambrogio Sparagna in collaborazione con il Carpino Folk Festival e Puglia Sounds.

L'evento vedrà protagonista la grande tradizione del canto popolare del Gargano proposto attraverso la partecipazione di tanti cantori e musicisti tradizionali provenienti da Carpino, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, Mattinata, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano, Ischitella, Rignano e quelli arbëreshë di Chieuti, in cui le liriche e le tarantelle garganiche daranno vita a una grande festa di tammorre e tamburelli, nacchere, chitarre battenti e mandole, organetti e zampogne.

Questo territorio, con la sua straordinaria tradizione ricca di interpreti di poeti e cantori popolari è stato negli ultimi anni fonte di studio e di ispirazione per la rinascita del grande movimento di recupero della musica popolare pugliese. I Cantori di Carpino, le affascinanti voci “antiche” delle donne di Ischitella, le tipiche tarantelle di Sannicandro, così come i canti dolenti della tradizione arbëreshë di Chieuti, saranno sostenuti e accompagnati dall’Orchestra Popolare Italiana in un omaggio affettuoso a un territorio affascinante e ancora tutto da scoprire.

Lasciamo alle parole intense e partecipate di Ambrogio Sparagna, che è stato protagonista di tante pagine del Carpino folk Festival, la

https://youtu.be/kP5Cnt18f14

rappresentazione dell'evento “E’ un’emozione unica poter lavorare a questo progetto che vede coinvolti così tanti validi e importanti musicisti della tradizione del Gargano. Questo territorio e la sua straordinaria tradizione, sono stati per me fonte di studio e di ispirazione fin dai miei esordi come ricercatore di etnomusicologia e come musicista. Erano tempi in cui si favoleggiava su alcuni straordinari interpreti della tradizione attivi nei vari paesi del promontorio e per questa ragione diversi sono stati i viaggi per ascoltare e condividere i momenti di festa, di lavoro, di convivialità. Ritrovarmi oggi a coordinare e dirigere, insieme a validi studiosi come Salvatore Villani, tanti musicisti e cantori di varie età e di diversa tradizione, è come mettere a frutto la passione per questi repertori che mi ha accompagnato in tutti questi anni. E io sono qui, insieme a tutti loro e all’Orchestra Popolare Italiana, per omaggiare questo territorio con suoni e voci di una vera nuova festa”.



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