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Redi Hasa & Maria Mazzotta presentano "URA" al Festival Au Fil Des Voix di Parigi

Questa sera alle ore 21, presso lo “Studio de l'Ermitage” a Parigi, nell’ambito del Festival Au Fil Des Voix, si terrà l'atteso concerto di Redi Hasa & Maria Mazzotta.

mazzotta_HasaUn'esibizione che permetterà di vedere all’opera un duo che si sta caratterizzando per l’originalità e la forza del progetto musicale e culturale.

Il duo combina infatti in modo davvero particolare la voce “ancestrale” della salentina Maria Mazzotta, solista tra l’altro dell’ensemble Canzoniere Grecanico Salentino, con le corde del violoncello albanese di Redi Hasa, solista dell’ensemble di Ludovico Einaudi e del gruppo pugliese Bandadriatica.

Il duo si esibirà nel repertorio del nuovo progetto discografico dal titolo “URA” (ponte in albanese, adesso in salentino).

L’album ha registrato sin dalla sua uscita grandi consensi.

Dopo la presentazione ufficiale alla 17^ Fiera Mediterranea di Manresa in Spagna e al Medimex di Bari, Redi Hasa & Maria Mazzotta sono stati i protagonisti di un concerto in diretta per RAI Radiotre in occasione della Fiera della Piccola e Media Editoria, il 6 dicembre 2014.

Guardiamo il video che presenta il progetto URA

http://youtu.be/wYq_0So8gJw

Alla base del nuovo progetto discografico sta la rivisitazione dei canti tradizionali della Vecchia Europa, dei Balcani e dell’Italia del Sud creando un ponte musicale tra le rispettive culture, portando alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del Sud dell’Italia.

Scrivono Maria e Redi: “Abbiamo sfidato le freddi notti d’inverno con tempi dispari, strofe in rima, il vibrato del canto. Così, nota dopo nota, l’anima si è liberata giocando svelata tra le corde della voce e del violoncello. Abbiamo poi cercato e mescolato la musica e le lingue. Dalle pianure del Sud Italia ai Balcani, fino ai Carpazi. Sembrava una sfida solitaria, un gioco di virtuosismo e invece con quelle melodie e quei ritmi abbiamo costruito un ponte – ura in albanese – e vogliamo attraversarlo insieme a voi, ora – ura in salentino”.

Il risultato è davvero affascinante.

Come sottolinea Ludovico Einaudi “Grazie a Maria Mazzotta e a Redi Hasa ci si trova subito catapultati nei densi e vivaci aromi dei Balcani. Della maestria vocale e strumentale si resta sbalorditi, c’è unione perfetta e grande naturalezza nell’esecuzione di brani melodicamente e ritmicamente molto impegnativi. Preziose sfumature armoniche insieme a un piglio improvvisativo che trasmette un senso di freschezza che si rinnova ad ogni istante”.

L’album è davvero ricco.

Il primo brano, originale, ci introduce all’universo sonoro con sfumature “Del cielo e della terra”, come recita il titolo.

“Maria”, cantata in griko, la lingua delle antiche comunità grecaniche della Puglia, ci porta facilmente alla melodia montenegrina di “Sladjano Moje”.

Ascoltiamone una versione dal vivo eseguita per "Le live de la matinale"

http://www.dailymotion.com/video/x2e46tv_maria-par-hasa-mazzotta-le-live-de-la-matinale_music

In “Ederlezi” il duo raggiunge uno dei suoi risultati artistici più elevati. Questo brano della tradizione rom, eseguito da numerosi artisti internazionali, è qui interpretato nella sua forma più pura. Il vibrato della voce di Maria e le armonie di Redi ci portano direttamente nel pieno di una carovana e nelle sue magie notturne.

Vediamone la magica esecuzione:

http://youtu.be/hkM3SZBDVeQ

“Ohri” è una composizione originale per violoncello solo e dalle sue note discende il ritmo che ci conduce in Tracia per “Tou Margoudi”, brano tradizionale tra i più importanti di quella regione-ponte.

Si torna in Italia per “Cicerenella”, popolarissima tarantella del Settecento che Maria riesce a trasformare in un gioco vocale molto efficace che rende il brano una piece di commedia dell’arte contemporanea.

Ritmo di danza frenetica e voce tra le corde nel “Krivo horo” della tradizione bulgara. Un intreccio complesso reso semplice dalla perfetta armonia delle parti.

Il canto tradizionale albanese “Kno mi qyqe” e il celebre scioglilingua rumeno “Dumbala dumba” completano il progetto discografico che getta un ponte tra mondi musicali lontani ma incredibilmente vicini.

 



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