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Musica Popolare Italiana

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AMBRA PINTORE: la CantAttrice sarda

Partiamo dal suo ultimo lavoro: “MURIGA, perché nessuno si senta d'avanzo” il primo CD di Ambra Pintore, artista sarda a tutto tondo, nasce come scrittrice e conduttrice televisiva non mascherando la passione per la musica e la danza, con particolare attenzione e propensione per quella tradizionale sarda.

muica popolare italiana

Muriga significa mescola, e sta a indicare il valore positivo di tutto ciò che è impuro, meticcio, piacevolmente privo di un'identità troppo fiera di sé. In questo disco si mescolano le lingue e le genti senza pregiudizi o giudizi: perché nessuno si senta d’avanzo.

Tutti i brani contenuti nel CD,  rigorosamente cantati in sardo: nelle due varianti logudorese e campi danese, sono legati da un unico filo conduttore: la mescolanza tra terre, etnie, amori e linguaggi, come in un vapore incendiato: poesie di donne, canti di coltello, serenate melodiose, boghes a ballu vogliose e sfrenate con suoni di tablas e chitarre, di fisarmonica e trunfa, di basso elettrico e batteria, di pianoforti e tamburi, di chitarre spagnole e bouzouky greco, dove anche il computer parla in sardo.

Il disco nasce dall’incontro di Ambra Pintore con Pino Martini Obinu, bassista degli Stormy Six, fondatore di diverse band, profondo conoscitore e sensibile interprete della cultura musicale sarda. Autori dei testi sono i poeti Michele Pio Ledda, Anna Cristina Serra e lo stesso Pino Martini Obinu. Arrangiatori e programmatori dei brani i musicisti milanesi Giorgio Rizzi (autore delle musiche con Pino Martini Obinu) e Roberto Scala, che hanno arricchito questo lavoro discografico grazie al loro poliedrico background musicale e all’utilizzo dei campionamenti elettronici.

Il disco è stato mixato al Fragile Studio di Lodi da Nicolò Fragile, noto musicista e arrangiatore milanese che collabora con Mina, Eros Ramazzotti, Irene Grandi, Gianluca Grignani, Vasco Rossi.

musica popolare italianaAmbra Pintore nasce a Roma da padre sardo e madre di origine siciliana nata e vissuta in Etiopia, è una giovane artista poliedrica: dopo aver studiato danza classica, a 14 anni entra a far parte della compagnia di teatro sperimentale Actores Alidos. Studia canto, dizione e recitazione seguendo numerosi stage di espressività fisica e vocale con: Ives Lebretton (mimo), Alvaro Restrepo (danzatore), Antonio Prost (attore), Lindsay Kemp (attore), Anna Maria Cianciulli (attrice). Recita in diversi spettacoli teatrali come protagonista, nel film Il figlio di Bakunin con la regia di Gianfranco Cabiddu e nella fiction L’UltimaFrontiera, diretta dal regista Franco Bernini trasmessa da Rai Uno in prima serata. Conduttrice e autrice di diversi format televisivi, dal 1999 conduce la più nota trasmissione televisiva sarda Sardegna Canta.

Nel 2009 cura la pubblicazione della prima opera enciclopedica dedicata al vestiario tradizionale sardo: Costumi e gioielli della Sardegna. L’opera è divisa in sedici volumi che raccolgono lo straordinario patrimonio custodito nell’isola fotografato e descritto nei minimi particolari. Ogni volume vanta un testimonial d’eccezione tra i quali la giornalista Barbara Serra, il calciatore Gianfranco Zola, il presidente Francesco Cossiga, la stessa Ambra Pintore.

Artista a tutto tondo Ambra coltiva la sua passione per la musica sin da piccola. Canta con il gruppo vocale femminile a cappella Actores Alidos nel concerto Canti delle donne sarde che nel 2006 vince il primo premio in occasione del Festival Folkherbst a Plauener in Germania. A Sanremo 2010, canta in logudorese alcuni versi della canzone di Nino D'Angelo Jammo jà, un inno al Meridione e alle sue cose migliori.

Attualmente Ambra è impegnata nel progetto di musica sacra Canti sacri dal mondo

http://youtu.be/qE9KQ-Z-tdQ

e nel concerto-spettacolo Muriga Tour . ‘Amo le lingue’ – ha dichiarato – ‘i suoni mi hanno sempre affascinato, la musicalità del parlare va oltre il significato delle parole. Sarà che mio padre è sardo, io sono nata a Roma, mia madre in Africa da genitori siciliani. Insomma mi hanno cullato abitudini, modi, sguardi, storie spesso in contrasto tra loro. Ecco perché in questo concerto vorrei dare voce alle etnie dimenticate o semplicemente sconosciute e ho scelto di cantare in francese, somalo, inglese, arabo, pugliese, napoletano. Naturalmente il punto di partenza è la lingua sarda rappresentata da brani interpretati in logudorese, campidanese, catalano e gallurese’.



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