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Musica Popolare Italiana

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Giovanna Marini e i canti di protesta

In questi giorni diverse sono state le iniziative e gli eventi connessi con la celebrazione della giornata della memoria per le vittime delle stragi e del terrorismo, tra quelle che hanno destato maggiormente l’attenzione della redazione di musica popolare italiana, le celebrazioni in cui protagonisti assoluti restano i canti di protesta, brani e versi che riecheggiano ancora nella testa e nelle orecchie di chi quegli anni li ha vissuti, li ha sentiti sulla propria pelle, li ha raccontati e poetati.

Vivere negli anni di piombo, essere una donna intelligente, diplomarsi in chitarra al conservatorio, essere studiosa e ricercatrice,  e soprattutto partecipare  alle manifestazioni di protesta durante gli anni del terrorismo, non è stata cosa semplice, ma se a questo si aggiungono alcune scelte fatte con la testa, e condivise con il cuore allora si poteva correre il rischio di diventare delle vere attiviste, delle eroine in quegli scontri socio-politici intrisi di anticonformismo, di anacronismo e anche di rifiuto delle regole imposte.

L’Artista che vi presentiamo oggi ha vissuto tutto questo come esperienza personale, ha vissuto le stragi di quegli anni, ne ha sentito odori e rumori, attraverso le sue ballate ha raccontato molti degli scempi consumatesi sotto gli occhi increduli di tutti.

musica popolare italianaGiovanna Salviucci, in arte Giovanna Marini, cognome preso dal matrimonio con il fisico nucleare Pino Marini, nasce a Roma nel 1937 da due artisti di musica classica, nel ‘59 si diploma in chitarra classica presso il conservatorio “Santa Cecilia “ di Roma, perfezionandosi in seguito con il grande maestro Andrès Segovia.

Già giovanissima, grazie anche ai suoi interessi culturali ed alle  frequentazioni di un gruppo di intellettuali - tra cui Pier Paolo Pasolini, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Gianni Bosio e il gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano – si interessa alla ricerca di ciò che all'epoca si definiva musica popolare e di protesta, quella dei contadini, dei pastori, degli operai, ponendo particolare attenzione agli aspetti formali e agli elementi di rilevante peculiarità (i timbri, i colori vocali, i micro intervalli) delle espressioni musicali ascoltate.

Numerose sono state in quegli anni le tournee, nonché i concerti e le incisioni discografiche fatte in collaborazione con alcuni grandi intellettuali, particolare attenzione meritano la partecipazione nel 1964 all’evento “Bella Ciao” di Spoleto“Ci ragiono e canto”, con regia di Dario Fo.

La Marini intraprende la sua attività da solista, dopo aver prodotto la ballata Vi parlo dell'America nata durante una breve parentesi a Boston con il marito,  il suo lavoro è da sempre contraddistinto dall’originalità dei testi, le sue produzioni sono un’alternarsi tra brani nuovi, da lei stessa scritti, e rielaborazioni testi della tradizione, reinterpretati secondo la logica dell’HIC ET NUNC: la musica “prodotta” dal vivo in una interazione tra palcoscenico e platea, in una commistione tra artista e pubblico.

giovanna marina Nel 1974 è a Roma fra i fondatori della Scuola di Musica Popolare del Testaccio, insieme con jazzisti come Giancarlo Schiaffini ed Eugenio Colombo, nel 1976 crea Quartetto Vocale, formazione musicalmente duttile, con cui approfondisce le enormi possibilità espressive della voce femminile scrivendo varie “cantate” (celebre quella in morte di Pier Paolo Pasolini), ossia cicli di brani polifonici inframmezzati da narrazioni declamate, recitate, dall’autrice che si accompagna alla chitarra, evocando nei modi e nella sostanza, la figura del cantastorie.

Dalla fine degli anni Settanta, lavora in Europa e particolarmente in Francia come compositrice di musiche di scena per il teatro.

Tutte queste esperienze, rafforzate e riportate in auge negli ultimi anni, anche attraverso la collaborazione con Francesco De Gregori, hanno fatto sì che particolarmente in Italia la Marini fosse identificata prevalentemente come una Folk Singer, una Etnomusicologa, una “passionaria” del canto politico, in realtà la sua vera forza sta nello stile di composizione, nelle sue creazioni artistiche come autrice delle musiche e scrittrice dei testi dei brani proposti su cui imprime in modo indelebile uno stile personale spesso generato attraverso percorsi artistici quanto mai diversi fra di loro e per molti aspetti irripetibili

A queste attività ha inoltro aggiunto l’esperienza didattica, insegnando sia presso la scuola del Testaccio (dall'anno della fondazione ad oggi) che all'Università Paris VIII-Saint Denis (dal 1991 al 2000), le tecniche delle vocalità contadine da lei studiate.

http://youtu.be/mkk3a5ltqko

Questa sera la Marini sarà, insieme a Paolo Pietrangeli, a Sezze, paese in provincia di Latina, per ricevere, nell’ambito del Premio “LUIGI DI ROSA”, il riconoscimento come migliore interprete della canzone di protesta.



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