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Musica Popolare Italiana

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Ta-pum il suono della trincea

Continua il viaggio settimanale del blog di musica popolare italiana alla ricerca dei canti e dei balli della tradizione. Oggi rilanciamo la riflessione sui canti di guerra tra le battaglie, i valori, la morte, gli affetti e la terra dedicando il nostro focus on ad uno dei motivi della Prima guerra Mondiale più conosciuti: Ta pum.

Su musica popolare italiana Ta pum e la Grande GuerraSecondo diversi studiosi l’origine di questo canto risale ai lavori di scavo per la ferrovia del San Gottardo (1872-1880). Il titolo Ta-pum si riferiva allo scoppio delle mine. Ai minatori veniva attribuita anche l’altra canzone più conosciuta: “La tradotta che parte da Torino”. Secondo una fonte autorevole (Franco Brunello) a creare “Ta-pum” fu un ardito bombardiere volontario del I° conflitto, un certo Nino Piccinelli, nato a Chiari nel 1898. Ottimo musicista e valoroso combattente sull’Ortigara, a fine guerra nel parlare con un giornalista spiegò il perché e la nascita di questo testo.

L’ordine era di conquistare quota 2105. La nostra trincea distava poche decine di metri da quella austriaca.. diedi una nota ad ogni sospiro della mia anima, nacque così l’accorato e disperato canto, tra i lugubri duelli delle artiglierie, il balenio spettrale dei razzi di segnalazione e il gemito dei feriti. Dal tiro infallibile dei cecchini nemici che riecheggiava a fondo valle scaturiva il micidiale Ta-pum, ta-pum, ta-pum. Furono 20 giorni d’inferno, senza che nessuno ci venisse a dare il cambio, l’inno venne cantato in quei giorni dai miei commilitoni”.

L’inno con il passare degli anni venne adottato dagli Alpini. Una musica semplice e diretta. Dritta al cuore, unisce parole profonde, difficile, vere, umanamente un tesoro, uno scrigno attraverso cui ricercare la vita, la vita vera, l’identità di un popolo, il testamento più bello.

La Grande Guerra non va dimenticata, non vanno dimenticate le voci, i suoni, i passi di tutte quelle persone che hanno regalato un emozione e una vita al nostro Paese.

 

Ho lasciato la mamma mia,

l'ho lasciata per fare il soldà

Ta-pum Ta-pum Ta-pum Ta-pum Ta-pum Ta-pum

 

Venti giorni sull'Ortigara,

senza il cambio per dismontà.

Ta-pum........

 

Quando portano la pagnotta,

il cecchino comincia a sparà.

Ta-pum......…

 

E domani si va all'assalto,

soldatino non farti ammazzà.

Ta-pum.........

 

Nella valle c'è il cimitero,

cimitero di noi soldà.

Ta-pum.....…

 

Cimitero di noi soldà,

presto un giorno ti vengo a trovà.

Ta-pum......…

http://youtu.be/K-T-3D0Wyxw



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