Your message has been sent, you will be contacted soon
Musica Popolare Italiana

Chiama

Chiudi

Tracce di giga tra storie, culture e tradizioni

Oggi il nostro focus on è tutto rivolto nei confronti di un ballo molto interessante: la giga. La storia di questa danza, testimoniata dalle diverse tracce ricercate attraverso alcune aree geografiche è il segnale di una musica popolare italiana viva, costruita da riferimenti importanti nazionali e internazionali.

Il termine giga indica, tra le altre cose, un vivace tempo di danza la cui vicenda artistica, nella letteratura strumentale dei secoli XVII e XVIII, fu molto interessante. Non abbiamo molte notizie riguardanti l’epoca esatta e il Paese in cui è nata e si è diffusa. Abbiamo una serie di tracce che proviamo a ricostruire e mettere insieme.

Su musica popolare italiana alla scoperta della GigaLa giga è una danza dal ritmo rapido, caratterizzata da una vivacità e diversità di movimenti, figure e corteggiamenti si alternano in una varietà di passi. Secondo alcuni ebbe origine da forme vocali; in Italia s'identificò con la tarantella e il saltarello. Ancora oggi è diffusa nella tradizione delle danze popolari dell’Appennino bolognese, nel repertorio dello strumento del piffero dell’Appennino piacentino, pavese e ligure. All’interno della tradizione italiana è doveroso menzionare alcune tracce importanti. La giga emiliana nel repertorio dei balli staccati dell'appennino bolognese (valle del Savena, valle del Setta) si balla in coppia.

Nel Piacentino, nell'Oltrepò Pavese, nell'Alessandrino e nel Genovese (zona conosciuta come Quattro province) si ballano due varianti: giga a due, con un cavaliere e due dame, e giga a quattro, con due uomini e quattro donne.

A Rocca Grimalda in provincia di Alessandria la giga viene invece ballata nel contesto rituale della Lachera da tre personaggi maschili e la dama centrale di tutta la festa, la sposa.

Nelle regioni Occitane si balla in quadrette e prende il nome di Gigo. Diverse tracce siamo riusciti a trovarle all’interno della cultura irlandese.

La giga è sicuramente una delle danze più brillanti e mosse. Generalmente è inserita come movimento finale della suite, una forma musicale basata sul susseguirsi di più danze di carattere contrastante per ritmo e movimento. La giga si danza a fronte, come le danze rinascimentali, con passo molto saltellato e di facile esecuzione.

Gli Inglesi la chiamano fig. Possiamo trovare tracce di fig all’interno delle composizioni dei virginalisti inglesi e nelle musiche per liuto. Dall'Inghilterra questi movimenti musicali e coreografici passarono in altre aree geografiche e furono largamente coltivati in Germania e in Italia. Si scriveva in misure di ottavi (3/8, 6/8 e 12/8) e di quarti (3/4 e 6/4), nei primi fu simile alle altre danze di movimento vivace (gagliarda, saltarello). Anche la Canaria (in 3/4 o 6/8) può considerarsi come una specie di giga. J. J. Frosberger, verso il 1650, scrisse gighe anche in misura pari. All’interno del repertorio di Bernardo Pasquini, verso il 1700, si trova una giga in 3/8, divisa in due parti, nella quale già s'afferma un principio musicale diffuso: riprendere il motivo iniziale in moto contrario.

Arcangelo Corelli, per il violino, e in seguito i clavicembalisti italiani del sec. XVIII scrissero bellissime gighe, alcune assai note e diffuse. Grande varietà del tipo di giga, per fantasia di ritmi e complessità di svolgimento possiamo rintracciarle nelle opere firmate da Bach e da Haendel.

Questa tradizione che ha riferimenti alti e bassi, colti e popolari è stata ripresa negli anni da musicisti importanti e decisivi per lo sviluppo della musica classica e contemporanea come Claude Debussy, Igor Stravinskij e Arnold Schönberg.

Questo, e molto altro ancora, porta ogni giorno in alto tutta la musica popolare italiana.

http://youtu.be/HOWL8gYqpGo



Tag: