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Musica PopoIare ltaIiana

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E' online il n.400 di Blogfoolk

Link:
www.blogfoolk.com/2019/03/numero-400-del-21-marzo-2019.html
Data scadenza:
Contatto:
Salvatore Esposito - Direttore Editoriale
E-mail:
blogfoolkATgmailDOTcom
Telefono:
Area
World
Nome scuola:
Blogfoolk
Sito ufficiale o Facebook:
www.blofoolk.com
Indirizzo sede principale:
Caserta
Indirizzo sede secondaria:
Roma
Contatti (mail o telefono):
Registrati per votare

Sono trascorsi dieci anni e 400 numeri da quando “Blogfoolk” muoveva i suoi primi passi e quello che era un piccolo blog dedicato alla musica world e trad è diventato un magazine con oltre centomila contatti mensili. La nostra proposta editoriale è diventata culturalmente sempre più articolata, con la mediazione verso il mondo accademico e una crescente attenzione per le avanguardie delle musiche dal mondo. Ciò, in virtù del crescente numero di collaboratori che hanno creduto e credono nel nostro progetto. “Blogfoolk” è, così, una piccola ma combattiva proposta di resistenza culturale in grado di mettere in fila, negli anni, presentazioni, convegni, tavoli di lavoro, collaborazioni e media-partnership con festival nazionali ed internazionali. Non da ultimo, la fortunata rassegna FoolkNight al Club55 di Roma. Proprio nel club del quartiere Pigneto, venerdì 22 marzo festeggeremo questo importante traguardo con un concerto speciale di Stefano Saletti e Barbara Eramo nel corso del quale è prevista la partecipazione di alcuni ospiti. Venite? Naturalmente, non potevamo che festeggiare anche sulle nostre pagine, offrendo un numero speciale, aperto da “Agreste”, il secondo album del fortunato trio, composto da Gabriele Mirabassi, Cristina Renzetti e Roberto Taufic. Si tratta di un lavoro che riprende il percorso iniziato con il precedente album, ma si rivolge all’interior del continente Brasile, cercando sponda anche da questa parte del mare, toccando la Sardegna e l’Abruzzo. Abbiamo intervistato l’indaffaratissimo clarinettista umbro a proposito di questo secondo capitolo dell’affiatato trio. A seguire, proponiamo “Note di antropologia dell’ascolto”, un intervento di Antonello Ricci, presentato a Cosenza il 2 novembre 2017 nel corso dell’incontro di studio: “Il suono e il senso. Giornata di studio con Steven Feld”. Ancora, c’è il contributo di Paolo Mercurio dal titolo “Trance, verso un evoluzionismo traslazionale bio-ispirato”. Ritorna la rubrica Personaggi Folk con una lunga intervista alla etno-coreologa Placida “Dina” Staro sulla danza tradizionale. Per le recensioni discografiche c’è un focus su “My Field Recordings from Across the Planet”, doppio album contenente le pioneristiche registrazioni sul campo, curate dal celebre documentarista e divulgatore scientifico David Attenborough. Grazia Rita Di Florio ci racconta del singolo “À travers les vagues” realizzato da un gruppo di artisti reggae di diverse nazionalità per sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’operato di SOS Méditerranée. Spazio, poi, alla musica dal vivo con il resoconto di Alessio Surian dell’inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori, che si è tenuta lo scorso 13 marzo presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la recensione del concerto di Edmar Castañeda e Gabriele Mirabassi (ancora lui), andato in scena il 12 marzo nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza. Completano il numero la recensione di “The Nature Of Human Nature” dei Guerrilla Welfare e l’immancabile istantanea firmata da Valerio Corzani che ha come protagonista Vera Di Lecce. Per finire, il nostro pensiero va al grande, carismatico cantante bretone Yann Fañch Kemener, che ci ha lasciati a 61 anni, a causa di un cancro. Un musicista dalla grana vocale limpida, cresciuto alla scuola dei cantori popolari, dal repertorio sconfinato, frutto del suo lavoro di ricerca. Un artista che ha incontrato tante musiche, dal jazz e a Couperin, il quale non ha mai considerato il cantare la tradizione come un atto cristallizzato: “Un canto è stato modellato da tante bocche, memorie, persone, un po’ come un ciottolo che scorre nel fiume e arriva fino a noi oggi”, mi disse in un’intervista raccolta qualche anno fa al festival di Sommelo, in Finlandia. Da pochi mesi è stato pubblicato “Roudennoù/Traces” (Buda Musique), suo testamento musicale, un magnifico omaggio alla poesia bretone. Kenavo Yann Fañch.