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E' online il n.376 di Blogfoolk

Link:
www.blogfoolk.com/2018/10/numero-376-del-4-ottobre-2018.html
Data scadenza:
Contatto:
Salvatore Esposito - Direttore Editoriale
E-mail:
blogfoolkATgmailDOTcom
Telefono:
Area
World
Nome scuola:
Blogfoolk
Sito ufficiale o Facebook:
www.blogfoolk.com
Indirizzo sede principale:
Caserta
Indirizzo sede secondaria:
Roma
Contatti (mail o telefono):
Registrati per votare

Interviste, analisi, approfondimenti, retrospettive, recensioni e un’immagine-controcopertina d’autore: sono questi i contenuti del denso numero 376 di “Blogfoolk”, aperto dal nostro disco del mese, che è “Temuto Come Grido, Atteso Come Canto” di Michele Gazich. Si tratta di un concept album, nato nell’ambito del progetto “Waterlines – residenze artistiche e letterarie” sull’isola di San Sèrvolo nella laguna veneta, che fu sede di un manicomio dal 1725 al 1978. L’11 ottobre del 1944 gli ebrei lì ricoverati furono deportati nei campi di concentramento dai tedeschi e condotti a morte sicura. Da quelle storie, raccolte studiando le cartelle cliniche dell’archivio, il cantautore, violinista e produttore bresciano ha tratto un lavoro liricamente potente e intenso, nel quale si intrecciano due “diversità”: l’ebraismo e la follia. Di tutto questo abbiamo parlato nella lunga intervista raccolta da Elisabetta Malantrucco. Sempre seguendo i sentieri della canzone d’autore, proponiamo il ricordo di Jacques Brel, tracciato da Flavio Poltronieri a quarant’anni dalla sua scomparsa. Sul fronte world music, imperdibile “Maghreb United” di Ammar 808, il collettivo pan-maghrebino, guidato dal visionario produttore tunisino Sofyann Ben Youssef, nel quale spiccano le voci del marocchino Mehdi Nassouli, dell’algerino Sofiane Saidi del tunisino Cheb Hassen Tej: il disco occupa le prime posizioni della Transglobal World Music Chart. Dall’Irlanda, ecco, poi, “Haven”, il nuovo disco dei We Banjo 3, quartetto “celtgrass”, che fonde Irish traditional music, bluegrass e old time. Ultima tappa negli States, a Nashville per “Mission Bell”, settimo lavoro in studio di William Fitzsimmons, songwriter di Pittsburgh. Torniamo nella nostra Penisola per un esordio: si tratta di “Forvojaĝi” de Gli Archimedi, formazione da camera (violino, violoncello e contrabbasso), che mischia Irish music, jazz e rock’n’roll in una formula intrigante. Ritorna la rubrica Questioni con il focus su “Italian World Beat”, la nuova creatura italiana nel mondo dei professional della world music, di cui parliamo con Fabio Scopino e Davide Mastropaolo. Ancora recensioni con “Mappe” del Double Cut, l’inusitato quartetto ideato dal sassofonista Tino Tracanna, e con “Songs of Resistance” del chitarrista Marc Ribot, album tra i più interessanti di questo 2018, al quale partecipa Tom Waits, il quale rilegge “Bella Ciao” da par suo. A chiudere questa prima emissione di ottobre di “Blogfoolk” ci pensa l’ensemble Constantinople, ritratto nella controcopertina di Valerio Corzani, di cui vi consigliamo la mostra fotografica “Black People in a White World” allo Spazio 44 di Roma. Non dimenticate l’appuntamento di venerdì 5 ottobre al Club55 a Roma per la consegna del premio BFChoice 2017 a Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro per il disco “Canti, ballate e ipocondrie d’ammore”. Editor’s note Interviews, analysis, focuses, retrospectives and reviews and a prestigious back-cover picture: these are the contents of the dense “Blogfoolk” number 376, opened by our album of the month, which is “ Temuto Come Grido, Atteso Come Canto” of Michele Gazich. It’s a concept album, conceived around the project “Waterlines – residenze artistiche e letterarie” on the island of San Sèrvolo in the Venetian lagoon, house a mental health centre between 1725 and 1978. On the 11th of October 1944 jew recovered there were deported to concentration camps by the Germans. From these stories stored in the clinical folders of the archive, the songwriter, violinist and producer from Brescia produced a really lyrically powerful work where the two identities of mental illness and jewish persecution mix up. We spoke of that in the long interview with Elisabetta Malantrucco. Still on the songwriting side we offer a remembrance of Jacques Brel, put together by Flavio Poltronieri 40 years after his death. On the world music front, an unmissable “Maghreb United” of Ammar 808, the collective from Maghreb guided by the Tunisian producer Sofyann Ben Youssef, where the voices of Moroccan Mehdi Nassouli, Sofiane Saidi from Algeria and Tunisian Cheb Hassen Tej stand out a lot: the album is between the highest positions of Transglobal World Music Chart (www.transglobalwmc.com). From Ireland we have “Haven” new album of We Banjo 3, “cletgrass” quartet that mixes Irish music, bluegrass and old time. An album from the States, specifically Nashville with “Mission Bell”, seventh studio work of Willian Fitzsimmons, songwriter from Pittsbugh. Back to our peninsula for a premiere: it’s “Forvojagi” of Gli Archimedi, string trio (violin, cello and double bass), that mixes Irish music, jazz and rock and roll in an intriguing form. The section Questioni is back with a focus on “Italian World Beat”, newest Italian entry in the world of World Music , we talk about it with Fabio Scopino and Davide Mastropaolo. More reviews with “Mappe” of Double Cut, quartet from Tino Tracanna, and “Songs of Resistance” of guitarist Marc Ribot, one of the most exciting albums of 2018 starring Tom Waits reinterpreting “Bella Ciao”. To close this number of Blogfoolk we have Constantinopole ensemble, portrayed in the back cover by Valeri Corzani, of whom we recommend the photographic exhibition “Black People In A White World” at Space 44 in Rome. Don’t forget the appointment of Friday 5th of October at Club55 in Rome where we’ll assign the prize BFChoice to Canio Loguecio e Alessandro D’Alessandro for “Canti, ballate e ipocondrie d’ammore”. (translation by Edoardo Marcarini)