Storia della canzone napoletana , il cd-book di Pasquale Scialò
"Storia della canzone napoletana 1824-1931" di Pasquale Scialò unisce nel suo percorso pentagramma, storiografia e cultura cittadina.
Sono molte le pubblicazioni sul tema della canzone napoletana, ma pochi sono i casi di una storia come questa, con una cronologia ed una struttura narrativa che scandisce i periodi storici e mescola costume, atteggiamenti, colore, paesaggi.
«Quello che manca oggi, ed è questo il mio sforzo, è di tracciare un percorso storico e di farlo in modo multidisciplinare. Sono un compositore e musicologo, quindi cerco di dare importanza all’aspetto musicale, quindi alla storia della canzone, della sua struttura e degli autori che l’hanno scritta e non degli interpreti...».
Il cd che accompagna il libro conta ben 21 registrazioni, edizioni dei primi cilindri fonografici a cera di canzoni che hanno fatto la storia, la voce del mitico Enrico Caruso che canta “’O sole mio”, quella di Rodolfo De Angelis che canta “Palummella”, alcune canzoni famosissime che fanno parte del nostro quotidiano, e inediti con le voci di Luisella e Raffaele Viviani.
Il libro è diviso in 4 parti: la “canzone in cerca d’autore”, la “canzone d’autore”, la “canzone migrante” e la “canzone lacrimogena”.
La data di inizio della storia è quella della pubblicazione dei «Passatempi musicali» di Guglielmo Cottrau: Scialò parte dalla «canzone in cerca d’autore», incrocia fermenti popolari e produzione colta e borghese, insegue le radici di una forma artistica glocal a Parigi come alla corte dello zar, conosce il richiamo verace delle sirene del cafè chantant come quelle degli «improvvisautori», bazzica generi e sottogeneri senza timore di inseguirli sino ai giorni nostri, tra «pezzenti e malandrini prima di Gomorra», i problemi di gender del «Guarracino» di Gianfranco Marziano, i Coccobelli che riscrivono «Bammenella» all’epoca del sacco craxiano, il post-posteggiatore Piermacchie’, la musica liquida di derivazione baumaniana.
Il musicologo e docente d’ateneo Pasquale Scialò ha lavorato a lungo per questo nuovo volume, Storia della canzone napoletana 1824-1931 (Neri Pozza, 336 pg, euro 28, con traduzione in italiano delle liriche delle canzoni, spartiti, un ricco apparato iconografico e persino un cd con 21 brani, tutti grandi classici e alcune rarità), con una rigorosa analisi musicale, un approccio multidisciplinare mischiando le scritture del pentagramma con la storiografia e la cultura cittadina.
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