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"Bandiera Rossa" – La lunga storia di un inno popolare

Un tempo il 21 gennaio si festeggiava la ricorrenza della Fondazione del PCI, il Partito Comunista Italiano, a Livorno nel 1921.

PCIO meglio una parte d’Italia festeggiava, affidando al PCI le sue speranze di riscatto sociale e civile.

Un’altra guardava a quella data con preoccupazione; la evocava come un pericolo per la democrazia italiana.

Oggi quei tempi sembrano lontani. Ma sono un pezzo importante della nostra storia, se è vero che quelli che festeggiavano giunsero a diventare più di un terzo della popolazione italiana e gli altri spesso costruirono le loro identità politiche in riferimento negativo a quella parte (l’anticomunismo)

Raccontare la storia di uno degli inni del PCI significa raccontare un pezzo della storia italiana.

Ma cosa c’entra la musica popolare?

Perché “Bandiera Rossa - prendiamo a prestito le parole di Cesare Bernami, fra i fondatori dell'Istituto Ernesto De Martino e dell’Associazione Italiana di Storia Orale - non è solo l'unico inno …………che possa considerarsi come un vero canto popolare di tradizione orale ma è anche un inno che è sedimento di larga parte della storia d'Italia”.

La storia dell’inno del PCI racconta perciò, meglio di tante analisi politologiche, il radicamento del PCI nella società italiana; di come, nella sua originale strada, fosse stato, a suo modo e con le sue contraddizioni, l’erede di un filone di tradizioni culturali progressiste del nostro paese.

Ma vediamo quanto scrive Cesare Bermani in <“Bandiera Rossa” storia d’Italia> – Liberazione 15 maggio 2003

bermani_cesare

“Formata da due diverse melodie di largo uso popolare sin dall'Ottocento, trova ascendenza sia melodica che testuale in un canto repubblicano, del quale una versione è stata raccolta nel 1973 in una colonia di valsuganotti emigrati a Stivor (in Bosnia) verso il 1884 e da allora rimasti senza più contatti con l'Italia:

"Avanti popolo con la riscossa

bandiera rossa bandiera rossa

avanti popolo con la riscossa

bandiera rossa bandiera rossa

Bandiera rossa la triunferà

viva la repubblica viva la repubblica

bandiera rossa la triunferà

viva la repubblica la libertà".

Come è noto, la bandiera rossa divenne emblema ufficiale dei repubblicani fin dal 1870, dopo l'entrata delle truppe regie in Roma. ………..

La melodia della canzone doveva però già essere di uso garibaldino, come fa pensare il frammento di un canto ancora in uso nel Novarese nei primi anni del Novecento, soprattutto in occasione della commemorazione del 20 settembre 1870:

"E la sciavata del Pio nono

giü giü dal trono giü giü dal trono

e la sciavata dal Pio nono

giü dal trono voiàm bütà.

Viva Roma e la libertà

viva Roma e la libertà".

Strofette risalenti ai primi anni del secolo, inneggianti a Giovan Battista Pirolini, nel 1897 segretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano, erano cantate a Ravenna:

"Sta forte o Pirulini

e non ti avelire

che prima di morire

repubblica farem.

Allegro popolo a la riscossa

bangera rossa trionferà.

Bangera rossa la s'indosserà

evviva la repubblica e la libertà".

bandierarossa_spartito

L'ascendenza repubblicana della Bandiera rossa socialista è stata del resto già ricordata da Luigi Repossi sin dall'ottobre 1920, che dà queste informazioni sulle trasformazioni del canto a Milano: «Bandiera rossa [... ] pur non avendo musica propria, non fu scritta né cantata per i primi dai socialisti. Il suo motivo è composito: si tratta di diversi couplets che nei giorni di festa cantavano i repubblicani a Milano. Circa dieci o dodici anni or sono eranvi a Milano una fanfara repubblicana e un Circolo repubblicano, intitolati ‘Maurizio Quadrio': il circolo e la fanfara avevano però un passato glorioso, e, nel 1905 (o 1906) inaugurarono il loro vessillo - un gagliardetto rosso con berretto frigio in mezzo a rami di edera - attorno al quale anche noi socialisti qualche volta facemmo a pugni colla Vula vula che ven el luf (‘Vola vola che viene il lupo'), molto usato per beffare la poli-ziottaglia di quel tempo [... ]. Ora ecco che, verso il 1910, tal Boschetti Piero, operaio meccanico dello stabilimento Miani e musicante e suonatore di bombardino (terzo bombardino), quando detta fanfara si portava a fare qualche scampagnata (come allora usavasi) o qualche serenata sotto i balconi, verso la fine suonava dei couplets, e fra gli altri quello che divenne Bandiera rossa. La prima parte la credo sua (Avanti popolo, alla riscossa!). Quanto alla musica della seconda parte, i vecchi milanesi se la devono ricordare. E' un antichissimo ritornello milanese:

‘Ven chì Ninetta

sott'all'umbrelin;

ven chì Ninetta,

te farò un basin.

Te farò un basin,

ti donerò il mio cor;

ven chì Ninetta

che farem l'amor'.

http://youtu.be/BAO3-h0qtps

Un repubblicano (credo certo Marzorati) ne trovò le parole: ‘ Avanti popolo, alla riscossa ecc. ' e, come si vede, erano coerenti anche quest'altre: ‘ Bandiera rossa la s'innalzerà', in quanto il loro vessillo era del più bel rosso fiammante. Venne la lotta elettorale pro-Cipriani [nel 1886-88], ed anche i repubblicani vi presero parte. Ma allora alle loro parole Viva la repubblica, sostituirono le altre Viva Cipriani; il popolo le fece sue, e tutta Milano proletaria, anche per la facilità d'impararle, le ricantò. I socialisti, finalmete, cambiarono l'ultima frase: Viva la repubblica...; ed ecco come è risultato l'inno che ha fatto dimenticare il bellissimo inno di Turati».

………. E questo canto, popolare per la melodia, tanto da divenire un modo dell'improvvisazione, lo è anche per il testo. ………..

Oggi s'è perso il significato che esso aveva in origine, ma la filologia più avveduta ha oggi messo in luce che «trionfare» era ancora agli inizi del secolo un'espressione fondamentale del gergo dei marginali - minatori, muratori, camminanti, braccianti, artigiani della montagna - e significava «vivere bene, godersela». Quel «trionferà» di Bandiera rossa non aveva quindi all'inizio del secolo solo il significato unilaterale e colto, e voglio dire "non popolare", di "vincerà". Questo unico significato il testo l'assumerà più tardi. Allora Bandiera rossa non era ancora cantata come fosse l'annuncio di una palingenesi ma soltanto con il significato, né retorico e né messianico, che, nonostante i padroni, con la lotta di classe e il socialismo, il proletariato avrebbe potuto egualmente godersi la vita, essere cioè malgrado tutto un "allegro popolo".

Testo di «Bandiera Rossa»

Avanti o popolo, alla riscossa,

Bandiera rossa, Bandiera rossa

Avanti o popolo, alla riscossa,

Bandiera rossa trionferà.

 

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Evviva il comunismo e la libertà.

 

Degli sfruttati l'immensa schiera

La pura innalzi, rossa bandiera.

O proletari, alla riscossa

Bandiera rossa trionferà.

 

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Il frutto del lavoro a chi lavora andrà.

 

Dai campi al mare, alla miniera,

All'officina, chi soffre e spera,

Sia pronto, è l'ora della riscossa.

Bandiera rossa trionferà.

 

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Soltanto il comunismo è vera libertà.

 

Non più nemici, non più frontiere:

Sono i confini rosse bandiere.

O comunisti, alla riscossa,

Bandiera rossa trionferà.

 

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Bandiera rossa la trionferà

Evviva Lenin, la pace e la libertà.

 



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