Quest’anno il premio “La Zampogna” Edizione 2015 verrà assegnato alla grande interprete siberiana Sainkho Namtchylak. Il premio, che sarà consegnato domenica 18 gennaio a Maranola/Formia (LT) nell’ambito della XXII Edizione del Festival “La Zampogna”, già negli anni passati aveva visto premiare prestigiosi interpreti della musica popolare italiana ed europea o ad artisti che con la musica popolare si sono contaminati (Hevia, Simone Cristicchi, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Enzo Avitabile, Nino D’Angelo, Antonio Infantino). Quest’anno il Premio assume davvero una caratura internazionale di grande livello. La cantante siberiana Sainkho Namtchylak è infatti una delle protagoniste più importanti della scena della world music internazionale.
Il suo stile di canto Xöömej è un tipo di canto utilizzato nella musica popolare di Tuva, una delle repubbliche federali della Federazione Russa (nella Siberia centro meridionale) e in Mongolia. Gli stili relativi ai canti e vocalismi di Tuva richiedono per essere effettuati che la cavità orale sia disposta in modo da permettere lo sviluppo di armoniche, realizzando così un effetto polifonico che costituisce un vero e proprio colpo emotivo in grado di portare l’ascoltatore in un ambiente sonoro eccezionale. Sainkho ha elaborato una sua personale ricerca interpretativa fondendo le tradizioni con nuove tecniche sperimentali. Nel clima di fermento culturale della perestrojika di Gorbaciov viene a contatto con tante altre culture e musiche con le quali contamina il suo modo di concepire l’arte. In particolare sperimenta l’improvvisazione con jazzisti russi e dell’Europa occidentale, ma non meno significativi sono l’interesse per il blues e la musica afro-americana “Forse è solo una mia prerogativa, ma trovo che molti cantanti armonici abbiano un feeling blues” L’”improvvisazione”, come la stessa cantante sottolinea, si ricollega alla cultura tradizionale e in particolare alla pratica sciamanica. “L’improvvisazione è la pratica comune dello sciamano, perché la conoscenza è tramandata oralmente, non c’è niente di scritto. Quando uno sciamano insegna ai giovani allievi, sarà la sua interpretazione della conoscenza: improvvisazione. …… Io stessa, che non sono una sciamana, improvviso usando uno degli elementi dello sciamanesimo: immagino una situazione, un’emozione e cavalco quell’emozione attraverso la voce utilizzando suoni particolari. C’è voluto del tempo per avere il controllo preciso delle emozioni e dei suoni senza che le prime prevalessero sui secondi.” (intervista a Giulio Cancelliere del 29.09.2011) Sainkho é fortemente interessata anche al rapporto tra tradizione e tecnologia. “È interessante il rapporto che intercorre tra l’essere umano e la tecnologia. Personalmente cerco di imprimere la mia impronta tradizionale su questo terreno tecnologico e lasciare delle tracce che altri potranno seguire. Il canto armonico assomiglia molto all’elettronica, perché va oltre la natura. Credo che migliaia d’anni fa, quando fu inventato, il canto armonico fu la prima forma di suono che andasse oltre la natura. L’elettronica concede la libertà di inventarsi qualsiasi suono e ognuno lo interprete a seconda del suo sentire. La tecnologia è una nuova forma di libertà ………… lo sciamanesimo e il buddismo aiutano ad entrare più in sintonia con il mondo immaginario, fa parte della nostra cultura. E l’elettronica è una porta per entrare in questo mondo fantastico.” (idem) Forte è stato l’impatto della sua musica e della sua personalità nel mondo musicale occidentale che le ha permesso di realizzare numerosi progetti collaborando con altri importanti musicisti della world music. Una grande protagonista che con la sua presenza impreziosisce il programma del Festival “La Zampogna 2015”, già tanto ricco e stimolante.
Tag: canto armonico festival la zampogna improvvisazione sainkho
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