La Ballarella
Praticata tra il Basso Lazio, il Casertano, la Ciociaria e il Molise appenninico, la ballarella si presenta come un genere musicale ed una danza che fa da cerniera fra l’area sabina della saltarella e l’area campana della tarantella. La maggior parte dei motivi musicali che va sotto il nome di "ballarella" denota una matrice tematica comune e ben connotabile, le arie che si cantavano erano due: una tipica degli stornelli , l’altra del canto a braccio. Le strutture metriche prevalenti dei testi erano la terzina e la quartina di endecasillabi ed i temi trattati erano vari e andavano dall’invito al ballo al soggetto amoroso o al canto a dispetto.
Dal punto di vista melodico, partendo dall’alto Lazio il ritmo, dallo sfrenato e ossessivo saltarello, man mano che si scende verso sud, rallenta per raggiunge la lentezza della ballarella e per poi approdare nei ritmi della tammorriata campana. Anche la danza, da ballo di coppia del saltarello, diventa ballo di gruppo nella Ballarella, pur conservando il carattere di ballo di corteggiamento.
In questa società globalizzante è importante il recupero e la conservazione della ballarella anche come recupero delle radici e dell’identità culturale del territorio . Nel corso degli anni sono andate via via morendo quelle occasioni rituali dove musica e ballo erano forse l’unico momento d’incontro e di socializzazione; le feste religiose, il carnevale, le serate di incontri festosi in casa d’inverno (dette sediature), l’uccisione del maiale, la fine della vendemmia o della mietitura, la raccolta del granturco, ecc. Sono alcune manifestazioni di interesse locale ed i gruppi di musica popolare che stanno incentivando la promozione sia dell’ambiente che delle forme espressive della tradizione agropastorale del territorio come la musica, la danza, la gastronomia ed a farle rivivere e conoscere in tutte le fasce d’età, in modo genuino ed autentico.
Pierluigi Moschitti
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